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Banda della Uno Bianca, scarcerato Occhipinti. I giudici: “Il pentimento è autentico”

Banda della Uno Bianca, scarcerato Marino Occhipinti: era all’ergastolo

Marino Occhipinti, l’ex poliziotto assassino della Banda della Uno Bianca, all’ergastolo per l’omicidio della guardia giurata Carlo Beccari nell’assalto a un portavalori alla Coop di Casalecchio di Reno (Bologna) il 19 febbraio 1988, è stato scarcerato.

Come riporta il Corriere della Sera, Occhipinti è libero ventiquattro anni dopo il suo arresto e ventuno dopo la condanna all’ergastolo. Secondo il Tribunale di sorveglianza di Venezia non è più l’uomo violento e senza scrupoli di allora. Perché, recita il provvedimento, il suo pentimento è «autentico», così come «il percorso di rivisitazione critica del suo passato». L’ex vice-sovrintendente della squadra narcotici divenuto un criminale, negli anni di carcere a Padova sarebbe cambiato. Sarebbe un esempio di come la pena, in alcuni casi, possa davvero servire a rieducare, come dice la Costituzione.

La decisione, è stata presa dal giudice Linda Arata e dal presidente del Tribunale di Sorveglianza, Giovanni Maria Pavarin, sulla base della documentazione presentata dai legali dell’ex poliziotto assassino. Perizie criminologiche, relazioni di sintesi sul suo lavoro svolto dentro il carcere e poi fuori dal 2012, quando ha guadagnato la semilibertà.

Ad agosto dello scorso anno fece discutere la notizia del permesso che gli fu accordato per trascorrere una settimana in albergo in Valle d’Aosta per un’iniziativa promossa da Comunione e Liberazione e dalla Cooperativa Giotto, alle cui dipendenze lavora da oltre 15 anni. Un permesso-premio, accordato dal Tribunale di Sorveglianza di Padova dove Occhipinti era detenuto, duramente criticato dall’associazione dei familiari delle vittime: “Rimango allibita – aveva commentato la presidente, Rosanna Zecchi – Non mi aspettavo una cosa di questo genere. Non è giusto, ma che giustizia è?”.

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