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Migranti, permesso di soggiorno concesso perché soffre di flatulenze

Permesso di soggiorno concesso perché soffre di flatulenze:

Salvini nei giorni scorsi ha preso carta e penna per scrivere ai prefetti e alle commissioni territoriali per il diritto d’asilo. L’obiettivo era semplice, e già annunciato in campagna elettorale: ridurre il numero di permessi di soggiorno concessi ai migranti per “motivi umanitari”.

Come rivelato dal Giornale.it, infatti, questo tipo di accoglienza viene concessa (in pratica) solo nel Belpaese, mentre altri stati ne fanno un utilizzo decisamente residuale. Nel 2017, in Italia il 25% delle domande di asilo rigettate sono poi state “recuperate” in soggiorno per motivi umanitari. Una sentenza della Cassazione ha allargato le maglie di questa concessione che Salvini vorrebbe invece stringere. Secondo i giudici le commissioni devono fare una “valutazione comparativa per verificare se il rimpatrio possa determinare la privazione della titolarità e dell’esercizio dei diritti umani, al di sotto del nucleo costitutivo dello statuto della dignità personale, in comparazione con la situazione d’integrazione raggiunta nel paese di accoglienza”.

E così molte volte si arriva a delle storture assurde. Non solo il caso Butungu, lo strupratore di Rimini che era rimasto in Italia proprio grazie a questo documento. Ma anche altri eventi al limite dell’incredibile, come i due casi raccontati nei giorni scorsi dal Giornale di Vicenza. E.A., ricostruisce il quotidiano vicentino, è stato arrestato mentre cercava di sfuggire alla cattura. Durante la fuga si è ferito e ha mostrato il suo permesso di soggiorno per motivi umanitari, che era stato assegnato per via del suo stato di salute. Di cosa soffriva il profugo? “Di meteorismo e flatulenza – scrive il Giornale di Vicenza – come attesta il certificato medico presentato alla commissione grazie al quale ha ottenuto la protezione umanitaria, per potersi sottoporre agli approfondimenti clinici del caso”.

È a casi come questi che Salvini pensa quando chiede ai prefetti una stretta sul diritto d’asilo. Non certo a donne e bambini, come fatto credere da alcuni. Prendete, per esempio, il caso di K.I., raccontato sempre dal quotidiano vicentino. “Durante l’audizione per la sua richiesta d’asilo – si legge – ha esibito un certificato medico con la diagnosi: varicocele. Una patologia piuttosto diffusa (secondo alcune stime ne è colpito un uomo su cinque) e che spesso non comporta alcun sintomo”. Anche lui è stato beccato dalla polizia a delinquere.

I casi hanno scatenato le proteste delle associazioni locali. In Italia ci sono tribunali che hanno preso in carico i ricorsi dei migranti concedendo il permesso di soggiorno per motivi umanitari pure per dei disagi psichici dell’immigrato – attacca Alex Cioni, portavoce del comitato “Prima Noi” – Quindi non solo paghiamo profumatamente le strutture d”accoglienza, vitto e alloggio ai migranti, i ricorsi degli stessi presso i tribunali italiani e la tutela legale gratuita. Adesso ci tocca pagare le cure sanitarie di un esercito di potenziali malati di mente o quant’altro che lo Stato italiano dovrebbe preoccuparsi di espellere dal territorio nazionale. Poi che siano affetti o meno di turbe mentali è tutto da vedere visto che non si può escludere che gli stessi migranti, capito il meccanismo, sfruttino a loro favore quest’altra incredibile opportunità al fine di ottenere un permesso di soggiorno o per porlo come elemento giustificativo ai loro atti criminosi. Siccome il problema è il permesso umanitario che abbiamo solo in Italia che lascia particolare libertà alle commissioni o ai tribunali giudicanti nell’ultimo grado di giudizio in sede di ricorso, auspichiamo che l’attuale Governo abolisca questa opzione cui si aggrappa l’esercito dei migranti economici”.

Fonte: ilgiornale.it

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