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John Travolta interpreta il boss Gotti: “Volevo capire come facesse un uomo del genere a essere tanto amato”

John Travolta porta al cinema la vita del boss John Gotti

John Travolta porta nelle sale il film sul boss mafioso Gotti. L’attore americano ha presentato la pellicola all’ultimo Festival di Cannes per parlare dell’interpretazione del boss newyorkese di Cosa nostra, morto in prigione nel 2002 per un cancro alla gola.

Il film, che in Italia uscirà il 21 settembre per Eagle Pictures, copre trent’ anni di carriera criminale e ruota attorno al rapporto del boss con il figlio John Angelo, anche lui incriminato per vari reati, finito in carcere e poi assolto nell’ultimo processo, nel 2009, per mancanza di verdetto unanime.

La pellicola esce nelle sale dopo 8 anni di problemi. Il figlio di Gotti ha acquistato i diritti nel 2010, affidando la gestione del film a un gruppo di lavoro con poca esperienza. Inizialmente, il regista Barry Levinson era stato messo alla guida di un cast costituito da Al Pacino, Joe Pesci e Lindsay Lohan. Il progetto iniziale è sfumato presto e sono cominciate le traversie. Finalmente, tutto si è rimesso in carreggiata con la designazione di Kevin Connolly alla regia. Sono iniziate le riprese e si è definito il cast con John Travolta, Kelly Preston (moglie di Travolta), Stacy Keach e Pruitt Taylor Vince.

Intervistato da Repubblica, Travolta racconta il film: «Non è il mio mestiere giudicare la moralità dei personaggi che interpreto» spiega Travolta, «anche se non mi sono mai sentito a mio agio a impugnare una rivoltella e far saltare il cervello a qualcuno, sia nei panni di Vincent Vega in Pulp Fiction che in quelli di Gotti. Ho voluto interpretarlo perché mi interessava capire come facesse un uomo del genere a essere tanto amato. Per questo ho parlato con la gente di Long Island e ho scoperto che aiutava la comunità: se il tuo negozio stava fallendo ti dava una mano a rimetterti in sesto, e poi organizzava i fuochi d’ artificio e i barbecue per le persone del posto. C’ era uno sprazzo di umanità in quella vita intrisa di orrore, che era riservato soprattutto alle famiglie rivali e chi non rispettava le sue regole: Gotti è certamente stato l’ ultimo padrino della vecchia mafia, spazzata via dalle leggi sui pentiti, con un codice d’ onore che non esiste più. È caduto proprio perché non si aspettava di essere tradito».

Travolta torna a recitare con la moglie, l’attrice Kelly Preston, che ha sposato nel 1991, «Ci siamo conosciuti nei primi anni Ottanta, lei era bellissima, ma era già sposata. La colpii perché me ne andavo in giro con due cani, un labrador nero e un golden retriever. Lei mi rimase impressa perché le chiesi com’ era essere sposati. “Bellissimo” mi disse, e non avevo mai sentito nessuno dare una risposta del genere. Ho pensato che mi sarebbe piaciuto trovare una donna che fosse altrettanto felice di stare con me. Diventammo amici e la aiutai quando attraversò la fase buia del divorzio: essere così intimi ha finito per farci innamorare e poi sposare. È stato facile recitare insieme, anche perché, interpretando lei la moglie di Gotti, alla fine abbiamo messo in scena il nostro rapporto».

Cannes ha anche festeggiato i quarant’ anni di Grease, «Mi fa pensare che sono invecchiato, ma mi colpisce come sia diventato un classico senza tempo. A Los Angeles ogni anno ventimila persone pagano 237 dollari per partecipare a una proiezione-evento in cui ci si può abbigliare come negli anni Cinquanta e cantare a squarciagola le canzoni.»

John Travolta, oltre il cinema, ha un’altra grandissima passione, «Più di tutto volare e pilotare i miei aerei. Qui a Cannes sono venuto con il mio Falcon. E poi mia moglie Kelly adora vedermi in uniforme».

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