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Tiberio Timperi, bestemmia in diretta tv: arriva la sentenza definitiva del Tar del Lazio

Tiberio Timperi, bestemmia in diretta tv:

A quattro anni di distanza dalla bestemmia che Tiberio Timperi si lasciò scappare nell’ottobre 2014 ad Uno Mattina in Famiglia, arriva la sentenza dal Tar del Lazio a poche ore dal suo debutto a La Vita in Diretta. Per quell’episodio, il servizio pubblico dovrà sborsare 25mila euro.

Come racconta il sito davidemaggio.it: “nei giorni scorsi, infatti, il tribunale ha condannato la Rai con sentenza definiva per la bestemmia che il presentatore si lasciò scappare nell’ottobre 2014 ad Uno Mattina in Famiglia durante un segmento registrato e trasmesso inavvertitamente. Per quell’episodio, il servizio pubblico dovrà sborsare 25mila euro.

A quatto anni di distanza dal fattaccio, il Tar del Lazio (sentenza n.09009/2018) ha stabilito che l’espressione sfuggita a Timperi “è senza dubbio una bestemmia/imprecazione, di contenuto lesivo dello sviluppo dei minori“, come riporta Il Giornale. La Rai, inoltre, è stata giudicata responsabile di negligenza perché “trattandosi di contenuto preregistrato, poteva essere effettuato un preventivo controllo prima della sua messa in onda” e colpevole di imperizia, “essendo stato trasmesso per ben due volte“.

La sentenza ha confermato la sanzione amministrativa di 25mila euro comminata dall’Agcom alla Rai per violazione dell’art. 34 nella parte in cui stabilisce che “le trasmissioni non contengono programmi che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori e film vietati ai minori di anni 14, a meno che la scelta dell’ora (…) o qualsiasi altro accorgimento tecnico escludano che i minori (…) vedano o ascoltino normalmente tali programmi“.

“Giustizia è fatta” commenta il Codacons, da cui era partita la formale denuncia, rilanciando la notizia proprio a poche ore dal debutto di Timperi nel pomeriggio di Rai1. Quattro anni fa, per quell’episodio, il conduttore si era scusato in diretta parlando di “increscioso incidente”. Ma le scuse, per il tribunale, non sono bastate”.

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