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Napoli spazzatura, botta e risposta Cerlino-Neoborbonici sullo spot di Mastrota

Botta e risposta Cerlino-Neoborbonici sullo spot di Mastrota:

Botta e risposta tra Fortunato Cerlino e il presidente dei Neoborbonici Gennaro De Crescenzo dopo le polemiche nate da uno degli spot che promuovono la serie Fox ‘Romolo e Giuly’. L’attore napoletano interviene in difesa di Giorgio Mastrota che sarebbe stato attaccato dagli heater sui social dopo la dura condanna dei Neoborbonici allo spot ‘incriminato’.

Cerlino chiede il silenzio sulla questione, rivolgendosi soprattutto a chi influenza, a suo dire evidentemente ignorante perché non capisce la differenza tra una persona ed un personaggio. Come se tale differenza consentisse di gettare fango su Napoli tra una battuta e l’altra. Lo stesso Mastrota si è giustificato in questi termini su Instagram, invitando a guardare la serie per rendersi conto dell’ilarità del personaggio.

Premesso che i violenti vanno fermati con ogni mezzo lecito, per quanto ci riguarda resta ferma la condanna nei confronti dello spot, di chi lo ha scritto e anche di chi lo ha interpretato che, a detta di Cerlino, è “innamorato di Napoli”, ma non si è fatto alcuno scrupolo ad eticchettarla con stereotipi negativi, salvo poi usarne uno positivo per la propria città (coincidenza?).

Ma non solo, c’è un altro aspetto che, se possibile, è altrettanto stucchevole. “Don Alfonso è determinato a ricreare il Regno delle Due Sicilie”, si legge nella trama pubblicata sul sito della Fox. Non vorremmo che tutta questa manfrina fosse stata creata ad hoc per fini pubblicitari. Un aspetto che graverebbe a dismisura sulla posizione di Cerlino a cui riconosciamo la bravura, la fantasia e soprattutto una gran comicità. Il passaggio dove mette in dubbio (anche se non fa nomi il riferimento è chiaro) le conoscenze del Professor De Crescenzo, è davvero esilarante. Di seguito il botta e risposta via Facebook:

DE CRESCENZO:

“LETTERA APERTA, “SCONFORTATA E SCONFORTANTE” A DON PIETRO SAVASTANO (!) DIFENSORE DI MASTROTA (!). Caro Cerlino/don Pietro Savastano, eviti di sentirsi “allibito, sconfortato, impaurito o imbarazzato”: premesso che la responsabilità (pure sui social, lo ha saputo?) è personale e se qualcuno ha “minacciato” Mastrota è giusto che venga punito, se molte migliaia di persone si sono indignate per quello spot (“a Milano le passerelle, a Roma le buche, a Napoli la spazzatura”) forse occorreva solo una parola: “SCUSATE” (in primis da parte di Mastrota, senza difensori d’ufficio). E chi si è indignato (sia serio lei) è certamente molto più serio di chi fa certi spot e certe fiction. Che lei difenda la fiction della quale è protagonista è normale. Che si senta “imbarazzato” per i (suoi) produttori è normale. Meno normale che lei voglia spiegarci che c’è differenza tra persone e personaggi: chi lo avrebbe mai detto e per giunta nella città che il teatro lo ha inventato 3000 anni fa!? Chi ci sarebbe mai arrivato, senza la sua spiegazione, tra gente abituata ad applaudire i Basile o i De Filippo o i Totò e non (con tutto il rispetto) i Cerlino o i… Mastrota?! Meno normale anche che lei non capisca, invece, la differenza tra uno spot ripetuto centinaia di volte e in chiaro per milioni di persone e una fiction nella quale ci sarà chi “parlerà male anche delle altre città” (non ci risultano spot che offendono Milano e non ci frega niente di una fiction che farà certamente meno spettatori di uno spot). Per una città infangata da circa 150 anni e quasi tutti i giorni quella frase era una frase offensiva e infelice. Tutto qui. E sono io a sentirmi davvero “sconfortato” e capisco forse le vere motivazioni alla base della sua difesa di Mastrota e di “Romolo e Giuly”. Lei è un bravo attore ma in tanti non sanno neanche il suo nome perché deve il suo successo a don Pietro Savastano e a Gomorra, la stessa Gomorra che infanga da anni, ormai, una intera città e un quartiere (io a Scampia ci vivo e ci insegno) e ha contribuito e contribuisce a dare una sola immagine (negativa) di quel quartiere e della nostra città in tutto il mondo spacciando ormai un business commerciale per (l’unica) verità: è il suo lavoro, è il lavoro di Mastrota e siete ovviamente liberi di farlo come noi siamo e restiamo liberi di indignarci per un brutto spot e magari di non vedere una brutta fiction. E lasci perdere “minacce” più o meno velate (“chi gioca con il fuoco potrebbe bruciarsi” è battuta da personaggio-Savastano e non da persona-Cerlino).
PS Se in una pausa delle registrazioni della sua Gomorra trova 20 minuti, mi chiami: le spiegherò davanti ad un caffè i danni di Gomorra sui miei ragazzi e quelli di Mastrota su mia figlia di 10 anni (“è vero che Napoli è spazzatura?”).
Saluti. Prof. Gennaro De Crescenzo”.

 

CERLINO:

 

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