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Andrea Roncato si racconta: “Sono 20 anni che non mi drogo, non bevo e non fumo. Io uno dei pochi sinceri…”

Andrea Roncato si racconta nel suo intervento ai microfoni de “I Lunatici”, trasmissione in onda su Rai Radio2:

Andrea Roncato si racconta:
“L’anno scorso ho fatto dieci film. Due con Avati, uno che ancora deve uscire, quello di Virzì, un altro con Francesca Einaudi, che ha vinto il Festival di Salerno. E in più ho fatto sei film per la televisione francese. Cercavano un attore italiano che parlasse francese, ho fatto il provino, mi hanno preso”.

Roncato ha parlato anche delle sue notti ‘spericolate’: “Ce ne sono alcune che non dimenticherò mai. Quelle quando con Gigi facevamo quattro o cinque serate a settimana. Io abitavo a Bologna, magari partivo il pomeriggio, per Sanremo. Facevo spettacolo, andavo a mangiare e tornavo indietro, col sole che era già alto nel cielo.

Me le ricordo bene quelle notti perché pur di stare svegli ti fermavi al bar a prendere il caffè e conoscevi tutti gli autogrill. Conoscevi tutti i baristi che facevano la notte. Io e Gigi eravamo così cretini che non andavamo insieme, non prendevamo una macchina in due, per far vedere la macchina nuova andavamo con due macchine”.

Sui suoi eccessi Roncato precisa: “E’ successo vent’anni fa. Adesso sono venti anni che non bevo neanche un alcolico, non fumo e non mi drogo. Sono ricordi molti passati. Erano notti brave, eccessi, stronzate. Averne parlato è stato un problema. Io pensavo di fare bene, e invece no. Sono state cose passeggere, aleatorie, e invece si è creata un immagine di Andrea Roncato che non corrisponde al vero.

Io ne ho parlato pensando di poter aiutare anche i più giovani a non fare certe cose, perché fare certe cose è una cavolata. E invece non sia mai. Ancora adesso può capitare che apro internet e leggo che sono stato nel tunnel della droga. Ma quale tunnel. Io un giorno mi sono alzato e ho detto che certe cose non avrei più voluto farle e ho deciso di smettere.

Ci ho messo due minuti ad uscire dal tunnel. Io sono stato cretino, ma non me ne pento di aver parlato di queste cose. In realtà poi tutti le fanno, nessuno lo dice. Sono stato l’unico sincero, insieme a Fiorello e a pochi altri. E’ pieno di bugiardi che fanno i perbenisti e invece sai benissimo che di nascosto fanno di tutto”.

Roncato è un fiume in piena: “Una volta ho scritto un libro con una poesia dedicata a un bambino mai nato perché feci abortire la sua mamma. Un bambino. Un aborto. Non cinquanta, come leggo. Ne ho fatto fare uno e ho dedicato una poesia a questo bambino mai nato, pentendomi della mia decisione e dicendo a tutti che ho fatto una stronzata. Però poi oggi leggo di tunnel della droga, di venti aborti, di cose così. Purtroppo se i giornali titolano che faccio l’ambasciatore per i bambini disabili nel mondo, che mantengo due canili, che faccio film con Avati e Virzì, non gliene frega niente a nessuno”.

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Sull’allenatore nel pallone: “Ne serbo un ricordo bellissimo. Siamo stati in Brasile, abbiamo visto il Maracanà, lavorato in locali stupendi. Eravamo dei turisti che lavoravano, facevamo il lavoro che amavamo e avevamo la possibilità di vedere un mondo non comune. Ho una grande fortuna, sono pagato per fare quello che amo, mi danno soldi per fare una cosa che farei anche gratis”.

Su Lino Banfi: “Oronzò Cana dall’allenatore nel pallone all’Unicef? Questa è l’ultima grande battuta di Banfi. Lui merita qualsiasi titolo perché è un grande attore e un grande comico, ma sono dieci anni che i partecipanti di questa assemblea non si vedono tra di loro. E’ come se domani io mi nominassi generale del pippo pappo che si mangia la pippa”.

“Io un latin lover? Ho avuto la fortuna di lavorare con le più belle donne del cinema italiano. Tutti pensano che se in un film hai venti donne poi te le sei fatte tutte. Io ci ho provato con qualcuna, qualcuna ha anche abboccato, ma era un po’ il personaggio che io facevo. La gente ancora oggi mi ferma parlando di Loris Batacchi capo ufficio pacchi”.

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