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Spettacolo

Lo sfogo di Anna Mazzamauro: “Minacciata di morte sul set, ho avuto paura. Picchiata? Tutta la verità…”

Intervista ad Anna Mazzamauro nel corso del format “I Lunatici”, in onda su Rai Radio 2:

Intervista ad Anna Mazzamauro, l’attrice ha parlato del ruolo in Fantozzi che l’ha resa celebre al grande pubblico:
“La signorina Silvani? È la tortura della mia vita. Oggi voterebbe contro la sua stronzaggine, contro la sua solitudine, contro la sua povertà mentale. È la mia croce e delizia. Ho fatto tantissimi spettacoli a teatro, ma La signorina Silvani mi perseguita, la gente mi ricorda soprattutto per questo ruolo.

Dopo tanti anni solo ora sto cominciando ad affezionarmi a lei. Io sono un animale teatrale e basta, ho avuto la fortuna di incontrare un tipo di film eccezionale, come è stato Fantozzi, che rimarrà un cult per sempre. Quindi non faccio nessuna fatica ad essere riconosciuta per la strada, ma quando mi chiedono ‘signorina Silvani mi faccia il bacio storico’, mi rompo un po’ le scatole”, continua la Mazzamauro.

Sulla carriera teatrale:
“E’ stato difficile impormi come prima donna nella scena italiana, perché una che ha fatto la signorina Silvani per molti non può essere considerata una prima donna. Paolo Villaggio era un compagno di viaggio eccellente, rispettosissimo. Ogni volta, finita la scena, chiedeva a Salce e a Neri Parenti se mi avevano ripreso bene. Questo è stato eccellente”.

Su Poveri ma Ricchi Anna Mazzamauro precisa:
“Non c’è stato rispetto nei miei confronti. Sono delusa da Fausto Brizzi, avevo letto tutti i suoi libri e pensavo che uno che scriveva così bene non potesse essere irrispettoso verso una primadonna del teatro italiano. Non ho mai fatto e non farò mai nomi precisi, però non ho mai detto di essere stata picchiata. È stato un titolista che si è divertito a scrivere così.

Sono stata strattonata in un modo talmente pesante da un attore che mi ha rotto il menisco dell’orecchio. Sono rimasta basita, non si può fare una cosa del genere perché casualmente ho sovrapposto la mia battuta alla sua. Sono rimasta basita, non ho potuto reagire. Poi, finito il film, questo attore mi si è avvicinato, e prendendomi il viso tra le mani mi ha detto che non ce l’aveva con me e che se non gli avessi creduto mi avrebbe mandato due amici suoi che mi avrebbero convinto.

Ho avuto paura. Paura davvero. Il mio avvocato mi ha consigliato di lasciar perdere. Spero di non lavorare mai più con queste persone. Per esempio, Lucia Ocone. Disse che ci dovevamo sbrigare, perché altrimenti io sarei morta. Io dentro di me ho pensato: ho successo, una figlia, ho avuto due mariti e una bella carriera. Lei non ha niente di tutto questo. Allora doveva essere lei a sbrigarsi.

Io ho detto ad alta voce ‘mavaffanculo’ e ho interrotto la scena. Sono stata volgare, ma cosa vuoi dire a una che dice che si deve sbrigare altrimenti io muoio? Ho sofferto come una dannata, mai più un film così. Forse il cinepanettone per me non va bene. Quel tipo di film dove per far ridere se non sei giovane devi far vedere che hai la dentiera, oppure che non ci vedi, oppure zoppicare. Non c’è bisogno di queste cose. Ho sbagliato io, non avrei dovuto fare questo film. Tra tutti salvo solo Cristian De Sica. Uno bravo, un vero signore!”.

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