Home » Gomorra, Cristina Donadio: “Vi spiego come si diventa Scianel. Quando a Napoli mi hanno ‘scortata’ con corteo di motorini”
Spettacolo

Gomorra, Cristina Donadio: “Vi spiego come si diventa Scianel. Quando a Napoli mi hanno ‘scortata’ con corteo di motorini”

Cristina Donadio, alias Scianel in Gomorra, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della collega Laura Bercioux per le pagine de lavocedinewyork.com:

“Scianel ha un animo cupo, scuro. È la dark side di quello che è un animo femminile: è una donna che insegue il potere e lo fa nello stesso modo con cui lo fanno gli uomini. Adegua la sua ferocia, la sua cattiveria e quando le donne decidono di scendere in campo e di raggiungere un obiettivo, sono più feroci degli uomini”, spiega Cristina Donadio ai microfoni de ‘La voce di New York‘.

L’attrice partenopea descrive la ‘creazione’ del personaggio tra i protagonisti di Gomorra: “Ho creato Scianel grazie alla mia esperienza essere di attrice di teatro: ho considerato Scianel come Clitennestra, Medea, Lady Macbet. Un archetipo del male: se l’avessi considerata una camorrista tout court, una camorrista e basta sarebbe diventata piccola piccola, invece le ho dato la profondità dell’archetipo e questo ha fatto sì che Scianel sia universale ormai…la scianellitudine”.

Cristina Donadio descrive anche il suo rapporto von i fan dopo le prime apparizioni nella serie: “Rientravo a casa in motorino ma con il casco e occhiali e mi fermavano chiamandomi “Ue’ Scianel Scianel”. Questo succede un po’ ovunque ma a Napoli di più. Un giorno mi hanno seguito 4, 5 scooter perché mi avevano riconosciuto e nel corteo ci ha seguito anche una macchina della polizia municipale, tra me e me dissi “adesso mi fanno anche la multa” invece mi chiesero un selfie”.

L’attrice ha rivelato anche du come sia cambiata la sua vita dopo Gomorra: “New York? La conosco ma non ci sono mai ritornata dopo Scianel, la mia vita è divisa tra un “before Scianel e un after Scianel”. Incontrerò la grande comunità degli italo americani, sono grandi fan di Gomorra, soprattutto di Scianel in particolare come personaggio femminile”.

Cristina Donadio ha raccontato anche alcuni retroscena legati agli esordi. In particola l’incontro con Federico Fellini: “Sono cretina. Ho avuto la fortuna sulla fine degli anni ’70 di incontrarlo quando stava preparando il film “La città delle donne”. All’epoca era il regista a farti il provino, oggi invece incontri l’aiuto dell’aiuto o addirittura finisci in un video tape. Ho incontrato Fellini nel Teatro 5 di Cinecittà. Durante il suo provino non aveva una telecamera, era seduto dietro una scrivania, guardava e ascoltava. Io sono andata lì piena di incosciente curiosità a naturalmente sapevo chi era Fellini, avevo visto i suoi film. Mi chiese “parlami di te” con quella sua vocina particolare ed io mi raccontai come sto parlando con te ora e lui cominciò a disegnare. Dopo un po’ mi girò questo foglio e disse “questo è il tuo personaggio”: c’era la mia immagine con questo abito scollato e aggiunse “Tu sarai il sogno ricorrente di Marcello Mastroianni nella città delle donne”.

Sul rapporto con Napoli, Crisina Donadio spiega: “Con Napoli ho un rapporto d’amore che mi sono conquistata a dire il vero. Non è stato facile perché i miei genitori non sono napoletani, mia madre nata a Bari, mio padre per metà napoletano e per metà romano. I miei hanno cominciato a vivere qui a Posillipo ma in casa mia non si parlava in dialetto. Quando ho cominciato a fare l’attrice, il teatro di tradizione era molto forte, ho lavorato con Nino Taranto, è stata la mia scuola di teatro poi Roberto De Simone, i fratelli Giuffrè e ho dovuto convincere i napoletani che potevo parlare anche in dialetto. Sono nata a Posillipo svegliarsi e a andare a dormire con il rumore del mare è qualcosa di straordinario, che ti resta dentro. Napoli è una città unica, è talmente grande la bellezza che ha così come il lato oscuro perché Napoli è una città che ha un lato molto oscuro e che qualche volta, come si dice…mi “fa incazzare […] Molte volte ci hanno accusato di portare la parte peggiore di Napoli nel mondo. Gomorra non è Napoli ma è la periferia di una qualsiasi città del mondo, purtroppo ce ne sono tante. ”.

Infine, spazio ad un po’ di ‘gossip’: “Io innamorata? Si ma della vita, di questo panorama, di mio figlio, dei miei nipoti,  della mia famiglia, del mio compagno, dei miei amici, di questa casa che mi riempie il cuore di gioia. Io vivo di amore, tutto quello che ho fatto nella vita è venuto sempre dopo l’amore, nella mia scala dei valori l’ho sempre messo al primo posto. Social? Io credo che oggi la vera trasgressione sia il ritorno al sentimento vero. A quello che ci si guarda negli occhi e ci si dice ti amo”.

Loading...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Read more
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com