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Berlusconi: “Mai conosciuta Imane Fadil”. La ragazza è stata uccisa da un mix di sostanze radioattive

Morte Imane Fadil, morta per un mix di sostanze radioattive

Sulla morte di Imane Fadil, Silvio Berlusconi ha dichiarato ad un giornalista. “Spiace sempre che muoia qualcuno di giovane. Quello che ho letto delle sue dichiarazioni mi ha sempre fatto pensare che possano essere tutte cose inventate e assurde”.  Imane Fadil era una delle testimoni del processo sul caso Ruby. “Io non ho mai conosciuto questa persona, né le ho mai parlato”, ha poi precisato.

Sulla Fadil sono stati effettuati gli esami tossicologici che hanno stabilito che la giovane è morta per un “mix di sostanze radioattive”. La procura milanese, che procede nel più stretto riserbo da giorni, sta cercando di chiarire innanzitutto come sia possibile reperire il mix di sostanze, tra le quali, come rivelato oggi da Repubblica, il cobalto. Inoltre, si analizzano le varie possibilità in questa inchiesta aperta per omicidio, ma che contempla anche la possibilità di atti di autolesionismo da parte della modella trentaquattrenne. 

Inoltre il materiale radioattivo è stato ingerito dalla povera ragazza. Il che ha avuto conseguenze inevitabili, un antidoto non sarebbe bastato a salvarla da due settimane di agonia dolorosa. Il Centro Antiveleni dell’Irccs Maugeri di Pavia, che si è occupato del caso precisa che “non identifica radionuclidi e non effettua misure di radioattività”. E che la consulenza tossicologia richiesta dalla clinica dove era ricoverata Fadil riguardava “il dosaggio dei metalli”. 

Fadil, 34 anni, testimone chiave dell’accusa nei processi sul caso Ruby, è deceduta lo scorso primo marzo all’Humanitas dove era ricoverata da fine gennaio scorso. Lo ha riferito il procuratore di Milano Francesco Greco, spiegando anche che la giovane aveva detto ai suoi familiari e avvocati che temeva di essere stata avvelenata. Sul corpo è stata disposta l’autopsia.

Era “molto sospettosa”, in particolare nell’ultimo anno, Imane Fadil. Stando a quanto riferito all’ANSA da chi ha avuto modo di parlarle a lungo negli ultimi mesi, la 34enne temeva anche di essere “controllata” e andava ripetendo che aveva ancora “molte cose da dire” sul caso con al centro le serate ad Arcore. Diversi testimoni sono stati sentiti dai pm in questi giorni.

Emilio Fede, presente nelle cene di Arcore, ha invece un ricordo nitido della ragazza: “La conoscevo, le volevo bene. Era una brava ragazza con dei problemi economici, la sua famiglia era povera. Un paio di volte le ho pagato il taxi da piazzale Loreto (a Milano, ndr) a casa, mi auguro con tutto il cuore che si chiarisca la vicenda”, ha dichiarato l’ex direttore del TG4 a ‘Il Fatto Quotidiano’.

 

 

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