Spettacolo

Claudia Cardinale si racconta: “Volevo fare l’esploratrice. Belmondo? Ne abbiamo fatte di tutti i colori…”

Claudia Cardinale si racconta in una intervista rilasciata ai microfoni di “Off”, l’inserto de “Il Giornale”:

Che lavoro avrebbe voluto fare se non avesse fatto l’attrice?
“Io volevo fare l’esploratrice. Poi ci fu una serata, si eleggeva la più bella italiana di Tunisi.  Io stavo guardando la manifestazione con mamma, i miei fratelli e sorelle. Tutte le ragazze erano sul palco, quando improvvisamente è arrivato uno e mi ha messo la fascia “la più bella italiana di Tunisi”. Ma io non ero nemmeno in gara. Poi mi hanno dato per premio un viaggio durante il festival di Venezia. Mi presentai in bikini. Ma il bikini non era ancora arrivato a Venezia e perciò tutti mi fotografarono. Ero con mamma, avevo sedici anni e un sacco di produttori mi chiedevano di fare cinema. Ma la mia risposta era sempre no. E ricordo che quando stavamo salendo sull’aereo per tornare a Tunisi, sui giornali c’era scritto: la ragazza che rifiuta di fare cinema”.

Perché rifiutava?
“Io avevo una sorella Blanche, molto bella, bionda…era lei che voleva fare cinema, non io. Perciò io dicevo sempre no. Perché sapevo che era il suo sogno”.

A quale film è più legata?
“Il momento più importante è stato “Il Gattopardo” e “8 e ½” che ho fatto insieme, nello stesso periodo. Con Visconti era come fare teatro e con Federico non c’era copione, era tutta improvvisazione. Poi il bello era che in “8 ½” interpretavo me stessa, Claudia Cardinale. Ricordo che Fellini veniva sempre a prendermi a casa perché diceva che io ero la sua musa”.

Ha recitato insieme ad Ottavia Fusco con “La strana coppia”: come è nata l’idea di questo spettacolo?
“Il sogno di Pasquale Squitieri era quello di fare questo film invece che con due uomini, con due donne. Ha scelto noi due perché io son stata trenta anni con lui e poi quando lui è stato male Ottavia (moglie del regista) lo ha molto aiutato”.

In scena interpreta Fiorenza, una maniaca dell’ordine…le somiglia?
“Sì, io amo l’ordine. Sto sempre a fare pulizie dappertutto, invece Ottavia butta tutto per terra”.

E un suo difetto?
“Fumo, fumo (ride)…colpa di Visconti, perché lui mi ha fatto fumare quando avevo 35 anni in “Vaghe stelle dell’Orsa””.

Lei ha avuto tantissimi corteggiatori, di chi conserva un ricordo particolare?
“Non ci sono mai cascata ai corteggiatori. Solo con Rock Hudson, ma era finzione. Lui era omosessuale, e all’epoca se eri gay non lavoravi. Così quando mi trovai in America per girare i due film che ci vedevano protagonisti, feci finta di stare con lui”.

Da chi ha ricevuto il più bel complimento?
“Ho fatto 165 film però il complimento più bello l’ho avuto da David Niven quando ho fatto “La pantera rosa”. Lui mi disse: ‘Claudia, con gli spaghetti sei la più bella invenzione degli italiani’”.

Ci racconta un episodio OFF del suo lavoro?
“Il collega con cui mi sono divertita di più è stato Belmondo. Organizzavamo delle cose pazzesche. Lui diceva: ‘seduci il direttore dell’albergo’. Nel frattempo lui levava tutti i mobili e li buttava per la strada. Ne abbiamo fatte di tutti i colori. E ci mettevamo d’accordo. Infatti, quando ci vediamo (e capita spesso a Parigi, dove viviamo entrambi) ci diciamo all’orecchio tutte le cose che abbiamo combinato”.

Quale è stata la scena più imbarazzante che ha interpretato?
“Nei miei film non mi sono mai spogliata, ho sempre rifiutato. Ho detto: non vendo il mio corpo. Però, ricordo che quando facevo il Gattopardo Luchino mi diceva all’orecchio: quando baci Alain voglio vedere la lingua. Ma non l’ho mai fatto”.

Invece non ha detto di no alle scene pericolose…
“Ho avuto la fortuna di vivere molte vite. E ho fatto personalmente tutti gli effetti speciali, anche i più pericolosi…Non ho mai avuto controfigure. Io amo il pericolo. Ho girato persino una scena in un letto con un ghepardo che mi baciava”.

Esiste ancora un forte maschilismo nella società?
“Io l’ho sempre affrontato con la mia personalità. Sono un maschiaccio e quando ero ragazza facevo persino a pugni con i maschi. Inoltre sono ambasciatrice dell’Unesco e difendo le donne (oltre che i bambini del Cambogia, gli omosessuali ecc.). Poi non mi sono mai sposata e, dal punto di vista lavorativo, come attrice son stata fortunata perché ho lavorato con i più grandi come Monicelli, Pietro Germi, Bolognini…che erano seri professionisti”.

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