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Lele Mora si racconta: “Maradona si nascondeva da me quando spariva. Ho pagato per le mie colpe. Su Corona e Berlusconi…”

Lele Mora si racconta in una lunga intervista rilasciata a “Off”, l’inserto de ‘Il Giornale’

Lei è stato uno degli uomini più potenti del mondo dello spettacolo italiano e, per diversi anni, considerato il re degli agenti VIP. Da dove ha cominciato e com’è arrivato a essere il migliore?
“Nel mondo dello spettacolo ho iniziato per gioco. Vengo da una famiglia di contadini, sono nato nel Polesine, tra l’Adige e il Po. Non era il mio mestiere lavorare la terra, così mi sono iscritto alla scuola alberghiera, dove una volta finito ho insegnato per tre anni. Dopodiché ho studiato economia e commercio pur sapendo che non sarebbe stata quella la mia vita: il mio mondo era quello dello spettacolo. Allora ho cominciato piano piano, riuscendo ad entrare passo dopo passo in questo mondo, partendo – pensa un po’ – rappresentando le stelle del calcio. Il primo contratto vero che ho avuto con una grande stella dello spettacolo è stato quello con Loredana Bertè, ma prima ancora, nel mondo dello sport, ho lavorato diversi anni con Diego Armando Maradona. Con Giannina Facio – oggi moglie di Ridley Scott – sono approdato anche a Hollywood, entrando a far parte di un meccanismo veramente particolare. Poi nell’85 ho iniziato a collaborare con Berlusconi…”Che ricordo ha del Maradona calciatore?
“Maradona a quei tempi era un personaggio semplice, tranquillo, il circolo che aveva intorno era vizioso a dir poco e lo ha influenzato negativamente. Diego è un uomo con un cuore meraviglioso, generoso, a volte spariva da Napoli e veniva a stare da me a Verona perché si sentiva a casa sua e si rilassava. Ancora oggi coltiviamo uno splendido rapporto di lavoro e di amicizia sincera”.Quanti rapporti ha perso negli ultimi anni invece?
“Con le persone vere, come Diego, come Ornella Muti, Sabrina Ferilli, i rapporti sono rimasti. Anche tante altre persone con cui ho lavorato le vedo ancora, come Iva Zanicchi, Orietta Berti; anche Moira Orfei e Nilla Pizza sono donne che mi hanno dato molto umanamente e professionalmente, arricchendo la mia vita. Con le persone finte invece, i rapporti si sono interrotti; in tanti hanno avuto convenienza ad avere la mia amicizia in passato e, ora, nessuno li sente più: personaggi che a mio parere, lasciano il tempo che trovano. Poi sai, quando una nave sta affondando, tutti cercano di salvarsi. Così vanno le cose in questo lavoro: quando sei considerato il numero uno fai comodo e tutti i cercano, poi quando hai qualche problema spariscono tutti.Nella mia vita ho pagato fino in fondo per le mie colpe – che mi sono assunto dalla prima all’ultima, ma ho pagato anche per colpe non mie e anche troppo forse. Ho scelto di essere uomo fino in fondo e assumermi le mie responsabilità, senza mai chiedere riconoscenza a nessuno; anche perché, in questo mondo, la riconoscenza la conoscono in pochi e, quelli che la conoscono, se ne ricordano spesso solo quando devono venire a chiederti qualcos’altro. Nella mia vita io ho sempre dato e non ho mai fatto del male a nessuno, nemmeno a chi una tirata di orecchie se la meritava per davvero. Non è da uomini fare cose del genere”.C’è un agente bravo come lei in circolazione in questo momento?
“Uno come me non esiste semplicemente perché io ho dato l’anima (e oltre) per il mio lavoro. Chi veniva a lavorare con me entrava in una “grande famiglia”. Casa mia era un convitto e alle ore 13 quando si pranzava c’era posto per decine di persone, anche per chi non meritava di stare alla mia tavola. Abbiamo sempre dato da mangiare a tutti a prescindere. Parlando del lato professionale invece, io un artista lo preparavo a 360 gradi e cercavo di lanciarlo e plasmarlo secondo le sue caratteristiche; dal nulla mi sono inventato personaggi che divertivano la gente a casa davanti alla tv. Oggi il mio lavoro sarebbe diverso, anche perché gli artisti veri sono delle mosche bianche. Il mio metodo di lavoro era, ed è ancora, quello del “faccia a faccia”. Io amo incontrare le persone, vederle in faccia, perché le persone ti arricchiscono e qualcosa, nel bene e nel male, ti lasciano sempre”.

Che momento è per la televisione italiana?
“Certamente un momento di difficoltà, visti i numeri che stanno collezionando le piattaforme in streaming come Netflix. Inoltre in tv c’è sempre più gente che urla: ecco, io non amo questi talk in cui si fa la tv urlata. Proprio non è il mio genere. Sono stato a Non è la D’Urso dopo 6-7 anni che non comparivo a Mediaset volutamente e l’ho fatto solo perché Barbara è una donna molto intelligente che stimo. E’ praticamente una donna bionica perché da la sua vita al lavoro, riuscendo a portare avanti contemporaneamente una serie di programmi che fanno numeri stellari. Ad oggi in Italia abbiamo solo un’altra donna strepitosa come Barbara D’Urso sul piccolo schermo: Maria De Filippi”.

Cos’ha significato Silvio Berlusconi nella sua vita?
“Berlusconi è un grande uomo, che io stimo come comunicatore e come imprenditore; come politico un po’ meno, anche se ho sempre riconosciuto la sua capacità di creare da zero un partito che ha dominato la scena politica e gli ha portato grandi fortune. Al di là di questo, reputo Silvio Berlusconi uno degli uomini più intelligenti che io abbia mai conosciuto e, ancora oggi, anche se abbiamo voltato pagina e non ci sentiamo ne vediamo più, lo considero uno dei più grandi amici avuti nella mia vita”.

Le piace qualcosa del governo giallo-verde?
“Direi di no, i 5 stelle non mi piacciono perché sono nati per gioco e sono diventati una cosa comica, nata da un comico per l’appunto: infatti credo che in Europa dimezzeranno ancora i loro consensi. Matteo Salvini è un buon politico che secondo me ha delle doti e lo ha dimostrato; credo che insieme a Giorgia Meloni potrebbe fare cose buone. Dovrebbe però pensare di staccarsi quanto prima da questa cordata di governo che procede “a giorni alterni””.

Chi vedrebbe bene a guidare il paese?
“Ora come ora, solamente Mario Draghi”.

Ci racconti di quella volta in cui stava per comprare l’Unità.
“Un mio amico ha avuto l’occasione di acquistare l’Unità e mi ha proposto di buttarmi in quest’avventura con lui. Io sono di idee di destra – anche se non ho mai votato nella mia vita – e quel giornale è un marchio forte della sinistra. Volevo stravolgerlo e non nascondo che mi sarebbe piaciuto fare un giornale nuovo tenendo come base l’archivio fotografico formidabile dell’Unità. Poi, per una serie di motivi la trattativa si è interrotta”.

Ha detto che avrebbe fatto rivoltare Gramsci nella tomba…
“Probabilmente sarebbe successo. Perché da rosso, quel giornale, lo avrei fatto diventare nero!”.

Due parole su una persona che lei ha amato e che ora sembra smarrita, Fabrizio Corona.
“Sono molto dispiaciuto per questo suo ultimo arresto, con il quale ha perso definitivamente tutti i privilegi che gli erano stati concessi da una magistratura clemente. La galera è la cosa più brutta che possa capitare ad un essere umano e io non la auguro a nessuno. La libertà è la cosa più bella e Fabrizio non è riuscito a capirlo in tempo, venendo sopraffatto dal suo modo di essere. Nell’ultimo periodo viveva per guadagnare e questo lo ha portato a commettere anche degli errori che alla fine ha pagato. Io quando ero in affidamento se non potevo andare fuori Milano non mi permettevo di uscire dalla città; se dovevo rientrare alle 11 a casa alle 11 meno 5 ero a letto; se dovevo chiedere un permesso lo chiedevo.

Chiariamo una cosa però, Fabrizio ha commesso degli errori perché si drogava di lavoro. Non ha mai usato sostanze stupefacenti, come qualcuno ha falsamente diffuso. Purtroppo è diventato negli anni vittima del suo stesso personaggio e ho paura che non cambierà mai”.

Le è piaciuto il film Loro di Paolo Sorrentino?
“Non molto. Mi era anche stato chiesto di interpretare me stesso, ma ho rifiutato. L’ho trovato un po’ finto, esagerato, gonfiato. La rappresentazione di Berlusconi è assolutamente sopra le righe. Io ho vissuto personalmente quella storia e posso assicurare che è stato tutto esasperato; poi la faccenda della droga è inventata, non è mai circolata cocaina a Villa Certosa. Io stesso non ho mai fatto un tiro di coca o di canna nella mia vita, sono sempre stato contrario per principio. Faccio però un plauso a Elena Sofia Ricci, l’attrice che ha interpretato Veronica Lario, perché ha saputo cogliere nel dettaglio le sfumature del suo personaggio. Mi è piaciuto anche Riccardo Scamarcio che ha ben interpretato il ruolo ispirato a Tarantini”.

Che vita conduce oggi Lele Mora?
“Una vita molto casta e serena. Ora do tutto me stesso alla famiglia che per trent’anni ho abbandonato a discapito del lavoro. Vivo per far star bene le persone che ho vicino”.

Un incontro che le ha cambiato la vita?
“Nel 1982 mi trovavo a Cuba con una grande star per fare una campagna pubblicitaria di costumi da bagno. Una sera con un’amica vado ad una cena di beneficenza organizzata da Fidel Castro. Ci siamo accomodati al tavolo della presidenza e a mezzanotte è arrivato Castro, circondato da guardie che devo dire, mi incutevano un po’ di timore. Io non ho paura di niente e di nessuno ma vederlo lì davanti a me mi ha un po’ destabilizzato; poi parlandoci e scoprendo la persona gentile che era nonostante il suo grande potere mi ha molto impressionato. Grazie a quella conversazione ho visto l’uomo e non il presidente e da quell’anno sono sempre andato a Cuba per organizzare quell’evento per lui gratuitamente, portandogli sempre tanta gente di spessore – da Bruce Willis a Leonardo DiCaprio, fino a Zucchero – che potesse contribuire alla causa: raccogliere fondi per la ricerca medica”.

Ci racconti un episodio OFF della sua carriera.
“Erano i primi anni novanta e mi trovavo a Modena per aiutare Nicoletta Mantovani ad organizzare il Pavarotti & Friends. Una sera a cena, mi sono trovato seduto di fianco nientemeno che a Lady Diana. Sono rimasto molto colpito dalla sofferenza che aveva negli occhi e dalla sua grande dignità; dietro alla patina di regalità, dietro alla principessa, c’era una donna malinconica e dentro ai suoi occhi si intravedeva un’anima profondamente inquieta”.

Chi è l’uomo più potente che ha incontrato nella sua vita?
“Dei tanti che ho incontrato, sicuramente Vladimir Putin. E’ un uomo potentissimo, con gli occhi azzurri, di ghiaccio, impenetrabili, che rendono impossibile capire che cos’ha veramente infondo al cuore”.

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