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Deborah torna in libertà, il racconto: “Il futuro non esisteva più, per questo non siamo andate al pronto soccorso o a denunciarlo”

Deborah torna in libertà, il racconto al pm

Deborah torna in libertà. La ragazza di 19 anni, che domenica scorsa a Monterotondo vicino a Roma, ha ferito padre, poi morto, che da tempo picchiava lei e la madre. La ragazza era ai domiciliari, ma la la Procura di Tivoli ha firmato il decreto di remissione in libertà. L’accusa nei suoi confronti è stata derubricata da omicidio volontario in eccesso colposo di legittima difesa.

Il Corriere della Sera riporta le parole di Deborah al procuratore di Tivoli. “Papà ha ci ha sempre picchiato. Facevo gli incubi e temevo che ci uccidesse nel sonno. L’unica cosa che mi ha lasciato è la passione per la boxe e il ricordo di quando, avevo tra i sei e gli otto anni, mi portava con lui in palestra”. Il racconto è quello di un’intera vita di vessazioni e violenze. “Il futuro per noi non esisteva più e per questo non siamo neanche più andate al pronto soccorso o a denunciarlo”.

Deborah è abituata alle violenze quotidiane, ma la mattina in cui si ribella scatta in lei il campanello che stava accadendo qualcosa di diverso dal solito. Il padre stava oltrepassando la soglia, da lai conosciuta, delle botte quotidiane. La giornata inizia alle 5 con schiaffi e pugni ad Antonia, la madre, poi alle 7 l’uomo la manda a comprare delle birre. Al suo ritorno riprende, ma stavolta le stringe il braccio intorno al collo. DEborah corre in soccorso della madre, fino a prendere un coltello e sferrare il colpo che fa crollare l’uomo a terra. “Non volevo, perdonami, ti voglio bene! Oddio mamma che ho fatto! Papà non mi lasciare”.

Il procuratore Francesco Menditto, annuncia che presto chiederà l’archiviazione del caso e sottolinea però che i vicini di casa. che tante volte hanno sentito le urla e non si sono mai voluti impicciare perché “sono cose di famiglia” hanno sbagliato. “Invece — dice il magistrato — aggressore e vittima non erano sullo stesso piano, c’era una sottomissione della donna all’uomo violento”.

 

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