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Zarate, la moglie racconta il suo dramma: “Il cancro ci ha unito, Mauro mi fa sentire protetta”

Zarate, la moglie Natalie Weber, racconta il suo dramma in una lunga intervista a Hola:

Natalie Weber, moglie del calciatore Mauro Zarate, è diventata una donna forte e determinata. L’ex modella non esita a parlare anche dei momenti più tremendi, soprattutto per la brutta prova che le ha messo davanti la vita. A Natalie, infatti, nel 2016 è stato diagnosticato un cancro al seno che è sfociato in una mastectomia bilaterale. Accanto a lei, a sostenerla sempre, il marito, che ha incontrato nel 2009 e con il quale ha avuto i suoi figli: Mia e Rocco, rispettivamente 7 e 3 anni.

Natalie, ai microfoni di ‘Hola!’ Argentina, parla di come è nata la storia d’amore: “Un produttore mi ha detto che un giocatore di calcio si era innamorato di me e che voleva il mio numero di telefono. Un giorno mi hanno chiamato da un numero privato, ho risposto e mi ha detto che mi aveva visto su una pista da bowling. Io gli ho detto di non chiamarmi più perché uscivo con qualcuno. Ma mi ha cercato tramite Messenger, Facebook e non si è fermato fino a quando non ci siamo incontrati”, racconta la modella.

I due sono innamorati, lei rivela: “Di Mauro mi è piaciuto il suo aspetto, la sua bocca. E col tempo ho capito che è molto coraggioso, perseverante, generoso e molto sensibile. Mi piace perché con lui mi sento protetta. Se ho sempre saputo che sarebbe diventato il padre dei miei figli? No, perché nei piani non pensavo di diventare madre. Lui però mi ha sempre detto che voleva avere figli con me”, spiega ancora Natalie che a proposito di matrimonio, aggiunge: “Avevamo organizzato tutto per giugno 2011, ma ad aprile ho scoperto che ero incinta, quindi ho preferito fare solo l’unione civile e nel giugno 2012 abbiamo tenuto la festa a Espacio Pilar”.

L’ex playmate e modella da un po’ ha lasciato la carriera. Per amore? “Non l’ho mai sentita così. Quando ho deciso di andare a vivere a Roma con lui, ho avuto un infortunio alla gamba che mi ha impedito di lavorare. Inoltre, fino a quando sono rimasta incinta di Mia, ogni due mesi tornavo a vedere la mia famiglia. La cosa più difficile era comunicare che non avrei rispettato il mio contratto e che volevo andare a vivere con Mauro. Ma, con mia sorpresa, l’hanno presa molto bene e mi hanno solo detto: “Sii felice”. Sentivo che dovevo accompagnarlo nella sua carriera, volevo essere al suo fianco, ma seguirlo era avere una vita molto solitaria, lontana dalla mia cerchia ristretta”.

Infine, chiosa sulla cattiva reputazione dei calciatori con le donne: “È una professione che attira l’attenzione di molte donne, ma mi sono abituata e, dopo dieci anni, ho fiducia e so come viene gestita. Abbiamo molta fiducia l’uno nell’altro. Mauro geloso? Molto più di me! Ma penso che tutto ciò che abbiamo vissuto con la mia malattia ci abbia davvero uniti”, conclude Natalie. Di seguito l’intervista integrale tratta dal profilo Instagram di Hola.

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