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Magliette rubate, Marco Carta esce allo scoperto: “Sono molto molto scosso, vi racconto tutto”

Magliette rubate, Marco Carta esce allo scoperto: “Sono molto molto scosso, vi racconto tutto”

Magliette rubate, Marco Carta esce allo scoperto: “Sono molto molto scosso, vi racconto tutto”.
Marco Carta racconta la sua versione dei fatti in merito all’ accusa di furto a suo carico. Il cantante è finito in manette per alcune ore perché sospettato di aver sottratto sei magliette dal valore complessivo di 1.200 euro, alla Rinascente di Milano. La sua verità arriva attraverso i microfoni di ‘Live – Non è la D’Urso’.

Ho passato dei momenti brutti.
«Ho passato dei momenti brutti, mi ripetevo che ero una brava persona, l’ opposto che un ladro, che è la cosa più brutta di questo mondo. Sono molto molto scosso è difficile quando sei in un manicomio dimostrare che non sei pazzo», ha detto tra frasi interrotte dalle lacrime.

L’episodio accaduto venerdì sera.
«Ero con una persona che è stata fermata, un’ amica che conosco da tempo. Io avevo una busta con delle cose pagate, con regolare scontrino. All’ uscita gli addetti alla sicurezza ci hanno fermato e abbiamo dovuto seguirli. Poi ho visto che toglievano delle magliette dalla borsa della mia amica: ero sconcertato, allibito, per me non era possibile. Alla fine ci hanno separato, siamo saliti su due macchine della polizia e ci hanno portato in cella», rivela ribadendo di essere estraneo ai fatti.

Le accuse del padre di lei e della security.
È invece di diverso avviso il padre della donna con cui era a fare shopping. «Mia figlia si è presa la responsabilità per salvare lui». Ad accusare il cantante c’ è anche un responsabile della sicurezza che era in servizio alla Rinascente e che ha messo a verbale di aver visto Carta entrare nel camerino e la donna passargli una maglietta alla volta e, alla fine, la borsa. Poi i due sono entrati nella toilette (dove sono stati trovati i sigilli antifurto tolti alle t-shirt) e quindi si sono diretti verso l’ uscita. L’ allarme è scattato comunque a causa di un antitaccheggio nascosto.

L’epilogo.
Dopo qualche ora in cella («mi sentivo un animale in gabbia») il giudice aveva deciso di non convalidare l’arresto per il vincitore di Sanremo 2009, ma il cantante dovrà comunque comparire il 20 settembre in tribunale per difendersi dall’accusa di furto aggravato. La notizia era diventata subito virale in Rete e sui social, migliaia di condivisioni, lo stupore per una persona famosa che cade, la gara a chi fa la battuta più divertente. Per la verità c’è tempo.

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