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Spettacolo

Giampiero Mughini: “Quella sera Moana Pozzi mi chiese di salire a casa sua…”

Giampiero Mughini ricorda Moana Pozzi a 25 anni dalla scomparsa

A 25 anni dalla morte di Mona Pozzi, avvenuta in una clinica di Lione per un tumore incurabile, Giampiero Mughini ha rilasciato un’intervista a Quotidiano. net in cui racconta la pornostar 33enne. “Moana lanciò una sfida: lei, che proveniva da una buona famiglia borghese di Genova, è stata una delle primissime persone a rivendicare pubblicamente l’uso del proprio corpo per trarne vantaggio e notorietà”.

Il giornalista ha conosciuto la Pozzi tra gli anni settanta ed ottanta, al culmine della sua notorietà. “Ho conosciuto bene sia Schicchi, l’architetto che aveva inventato Cicciolina, sia le ragazze che lavoravano per lui. Moana era la star della sua scuderia – termine che non uso in senso spregiativo, beninteso –: le ragazze, per esibirsi in modo discinto e invitante, guadagnavano 3 milioni di lire a serata; Moana ne percepiva ben 12. E immagino che, anche sui set a luci rosse, guadagnasse quattro volte tanto le altre”.

Giampiero Mughini ha considerato Moana Pozzi una donna piacevole ed intelligente e racconta. “Mi ricordo una sera, a Napoli, c’erano Schicchi, Moana e altre ragazze, tra cui la mia amica Petra Scharbach, si esibivano in un teatro. Finito lo spettacolo, Moana mi disse: ‘Quando ero sul palco, mi chiedevo che cosa pensassi di me’. Io pensavo facesse un lavoro rispettabile, era una persona con cui potevi chiacchierare meglio che con tante giornaliste femministe di oggi”.

Poi ricorda un aneddoto. “Sempre quella volta a Napoli, tornai con lei in macchina. Io non guido, quindi, quando arrivammo a pochi metri da casa sua – stava vicino a San Pietro, a Roma –, mi disse: ‘Giampiero, sali che ti chiamo un tassì’. Io, per motivi di pura discrezione, perché non volevo pesarle ulteriormente, le risposi di non preoccuparsi, sarei rimasto lì in attesa. Lei pensò che non volessi entrare in casa sua in quanto la ritenessi un po’…sacrilega, diciamo. Questo per dire della sensibilità della donna che, va da sé, era bellissima, grazie anche a qualche ritocco del chirurgo, certo. Ma oggi, quale showgirl non ne fa”.

Sulla morte della pornostar si è parecchio parlato, arrivando persino a supporre che sia ancora viva e trasferita all’estero. Il giornalista ha una sua idea. “La sua morte non è affatto misteriosa. Sono convinto abbia contratto l’Aids, in quel contesto e in quel periodo era facile. Ha pagato oltremodo la sua notorietà e i suoi guadagni, ma era una scelta a suo modo coraggiosa, altro che quelle sciacquette – ma io userei anche termini più forti – che popolano social e blog oggi e ne traggono un vantaggio economico”. 

 

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