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Spettacolo

Ambra Angiolini: “Io e Allegri siamo due sbagli, il nostro incontro è la ripartenza dell’amore”

Ambra Angiolini racconta i momenti bui della sua vita

Ambra Angiolini, alla vigilia dell’uscita in sala del film Brave ragazze, ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair in cui racconta i suoi momenti più bui. “Quando ero bambina, in quinta elementare, avevo un diario titolato Cenerentola in cui scrivevo che la cosa che volevo fare da grande era la mamma. A 14 anni, quando ovviamente non capitò, mi sembrava strano. A 18, dopo Non è la Rai, non essere madre mi fece scoprire per la prima volta il volto della depressione”.

L’attrice racconta. “Il dottore mi disse di partire per il Brasile. Così presi l’aereo e andai a Rio per iniziare la mia esperienza come volontaria con un medico dell’Ospedale San Camillo di Roma che operava i bambini. Fu bellissimo e travolgente. Ma la vera sensazione di sazietà fu quando rimasi incinta di mia figlia. Era come se fossi stata affamata d’amore per tutta la vita e improvvisamente ero sazia”.

Un altro momento difficile, l’attricea lo attraversa nel 2011. “Stavo facendo un lavoro importante e iniziai a sentire che avevo paura di tutto. Di fare le scale, di prendere l’ascensore. Poi l’aereo e il treno. Infine, quando anche il bagno è diventato un luogo inquietante, mi sono detta: il raggio della vita si sta stringendo troppo. Le paure stavano dominando la mia vita. E quando succede così è l’inizio del baratro. Stavo girando La Squadra e dissi stop… Poi una mattina è crollato tutto. Mia figlia Jolanda si sveglia, deve andare all’asilo…  Mi chiede: mamma mi aiuti a vestirmi? Io realizzo che è la cosa più difficile da fare. Vado nell’altra stanza, mi metto a piangere per un’ora. Quella mattina ho capito che dovevo ricominciare da capo”. 

Anche qui la soluzione consigliata da una psicologa dell’Ospedale Civile di Brescia, fu di prendersi cura degli altri. L’attrice diventa volontaria del reparto di oncologia infantile. Capirono che “ero imperfetta come loro. Come la loro malattia. Come la vita. C’era una ragazza, in un angolo, che mi guardava con sfida. Si chiama Silvia. È respingente. Sbruffoncella. Antipatica. Mi colpisce subito perché è come uno specchio: è uguale a me. Maschera il suo oceanico bisogno d’amore sotto un’aria da dura. Impariamo a conoscerci. M’innamoro di lei… Oggi è parte della mia vita. Non potrei vivere senza Silvia. Mi ha salvato da me stessa”.

E su Massimiliano Allegri racconta. “Non c’è un solo passaggio della mia vita che Massimiliano non rispetti. Mi sono innamorata di lui perché come me è un tipo fuori moda. Mi sono accorta subito che mi piaceva perché siamo due sbagli. E due errori come noi, se si incontrano davvero, generano una cosa che sarebbe veramente stupido non affrontare. Quella cosa è la ripartenza dell’amore”.

 

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