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Bimbo di 7 anni ucciso a botte da un frate in collegio: era stato troppo tempo in bagno

Bimbo di 7 anni ucciso a botte da un frate in collegio. Il religioso lo ha aggredito perché il piccolo si era trattenuto troppo tempo in bagno

Bimbo di 7 anni ucciso a botte da un frate in un collegio di Largs, Ayrshire. Aldo Moroni, questo il nome del piccolo, morì nel 1980 dopo essere stato picchiato in modo violento da un membro dello staff del St Columba’s College, la migliore scuola cattolica scozzese del Fratelli Maristi. La sua colpa: essere rimasto troppo tempo in bagno. come riferito alla Scottish Child Abuse Inquiry (SCAI) e ripreso dai colleghi di blitzquotidiano.it.

A rivelare il delitto, 39 anni dopo, è un ex allievo della scuola, che oggi ha 64 anni. Edward (nome di fantasia), sostiene che Aldo era morto dopo essere stato picchiato da Fratello Germanus, il cui vero nome era David McKell, deceduto nel 1998. La testimonianza arriva nel corso di un’ udienza a Edimburgo, dove sono emersi anche abusi nei confronti dei giovanissimi allievi.

Edward frequentava la scuola negli anni ’60 ed ha infatti rivelato che in numerose occasioni era stato abusato sess*almente da McKell. Nel 2014, il nipote di Edward, anch’ egli ex allievo della scuola, gli disse che quando Aldo era stato “ucciso” era al St Columba e aggiunse “Ancora oggi il ricordo mi tormenta”.

Edward ha riferito: “Aldo Moroni, un bambino, veniva picchiato violentemente sul pianerottolo per essere rimasto troppo a lungo in bagno. Mio nipote mi aveva raccontato che c’erano state delle urla. Abbiamo saputo che era arrivata un’ambulanza e successivamente siamo andati al funerale a Dunoon. Aldo era morto”. L’avvocato della Corona Colin MacAulay, ha affermato che secondo la testimonianza di Edward e del nipote “c’è un collegamento tra il pestaggio e la morte”.

Edward ha dichiarato di essere rimasto “sbalordito” dalla notizia della morte di Aldo e il nipote gli aveva riferito che a scuola ai bambini era stato detto che Aldo era morto a seguito di un infarto.

Secondo quanto emerso dall’ istruttoria, Edward si sentiva in colpa per non aver dato l’ allarme dopo essere stato abusato sess*almente da McKell mentre frequentava la scuola. “Ho pensato alla mia vigliaccheria, avrei potuto impedire che quel bambino venisse ucciso?” ha domandato Edward.

Una volta diventato adulto Edward raccontò ai Fratelli Maristi, che gestivano il St Columba, il suo calvario e affermò che l’ Ordine religioso lo aveva esortato a non denunciarlo alla polizia. Edward ha testimoniato che McKell aveva abusato di lui in “due dozzine” di occasioni, quando aveva sette o otto anni; aveva tentato di scappare verso il 1964 o il 1965 perché viveva nella “paura e orrore assoluti” del frate pedofilo.

Il racconto di Edward è raccapricciante: nel cuore della notte era stato preso dal letto da McKell e costretto a prender parte a bizzarro rituale che prevedeva di arrampicarsi per recuperare una borsa di pelle nera da un loft. Tornato giù, McKell gli disse che era sporco e gli ordinò di togliersi il pigiama e di fare un bagno, poi abusò sessualmente di lui e se urlava lo colpiva.

Come riporta blitzquotidiano, Edward, che ha descritto St Columba come un “pozzo nero”, ha ricordato: “Stavo piangendo e non lui voleva, ogni volta che piangevo mi dava uno schiaffo in più. In quel momento ero uno zombie, non ero in grado di parlare”. McKell, a piedi nudi e con una croce, lo colpiva così tanto sulla testa da fargli sanguinare il naso, poi lo riportava sul letto e rimboccava le coperte.

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