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Spettacolo

Cesare Cremonini racconta del padre a pochi giorni dal suo album 2C2C : “Per la prima volta non ho un punto di riferimento”

Cesare Cremonini racconta della scomparsa padre a pochi giorni dal suo album 2C2C

Cesare Cremonini ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair in cui racconta del padre scomparso. A  pochi giorni dall’uscita del suo ultimo album che raccoglie i successi di vent’anni di carriera, il cantautore si è raccontato a cuore aperto. “Sto per compiere quarant’anni e sarei un bugiardo se dicessi che non è una cosa su cui sto riflettendo”.

Cremonini sulla morte del padre racconta. “Circa un mese fa ho perso mio padre, e mentre mi occupavo di quelle disgustose faccende che si impossessano del quadro quando se ne va una persona che ami, mi sono distratto totalmente dal mio percorso. A un tratto mi sono voltato indietro per ricercare la riva, la riva che mi aveva sempre fornito le coordinate per orientarmi e non sono più riuscito a metterla a fuoco. Non c’era più. E con lei i ricordi. …In quel momento ho capito che ero in mare aperto. Forse avere quarant’anni ha proprio questo di bello: per la prima volta non ho un punto di riferimento e credo sia un bene. So che nessuna burrasca mi può uccidere e che la rotta è tutta da inventare”.

Il disco conterrà 6 brani inediti e 18 rarità tra cui tracce demo originali, home recording e alternative takes mai pubblicate. Con Cremonini 2C2C per la prima volta sarà possibile svelare la magia della nascita delle canzoni e cogliere il loro processo creativo. “Sono nato nel 1980”, spiega, “e la mia generazione è stata lasciata abbastanza sola per emanciparsi e poter fare a meno degli altri. Questo ci ha fatto diventare adulti in fretta. Era ancora un’epoca in cui gli adulti esistevano solamente nel momento del rigore, ma poi già a 9-10 anni si andava a scuola e si tornava da soli. Da ragazzini eravamo soli nel gioco, soli nei pomeriggi in camera con l’amico, soli davanti al primo film horror, alla prima donna nuda vista in tv, alla prima sbornia. Si combinavano i guai, si piangeva e si soffriva fortunatamente da soli. Oggi invece molti adulti, per precauzione mi ci metto dentro anche io, sentendosi eternamente giovani, occupano tutti gli spazi destinati ai più piccoli, che non hanno più la propria privacy per giocare in santa pace. Trovo invadente la presenza degli adulti nei social per ragazzini, per esempio. Andare a caccia di like tra i minorenni sembra essere diventata la nuova occupazione di un sacco di persone”.

 

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