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Spettacolo

Attilio Fontana si racconta: “Ho perso i genitori troppo presto. Sui colleghi che usano scorciatoie…”

Attilio Fontana si racconta, l’attore romano parla della sua vita privata e professionale in una intervista rilasciata a ‘OFF’ l’inserto de ‘Il Giornale’

Attilio Fontana si racconta: “Ho perso i genitori troppo presto. Sui colleghi che usano scorciatoie…”. L’attore romano parla della sua vita privata e professionale in una intervista rilasciata ai microfoni di ‘OFF’ l’inserto de ‘Il Giornale’ .

Attilio, è appena uscito il tuo nuovo singolo Gesù (L’ultimo Comunista) con Ivan Granatino. Come nasce questa collaborazione?
“Nasce da un’idea della mia etichetta, portando un progetto molto diverso rispetto ai miei album precedenti. Mi è stata suggerita una collaborazione e tra i vari input mi hanno segnalato Ivan Granatino: ho ascoltato i suoi ultimi progetti, che trovo fortissimi. Gli ho mandato il brano, a lui è piaciuto subito e così un pomeriggio ci siamo sentiti e abbiamo deciso di fare questa collaborazione, perché il pezzo ci entusiasmava entrambi. Ivan è un artista immerso nell’urban con una produzione molto veloce ma attenta e mi è piaciuto il suo approccio al lavoro, oltre che il suo talento nell’entrare subito nel mondo elettronico del brano”. 

Come nasce la tua passione per il mondo dello spettacolo?
“Da piccolo sono cresciuto in una famiglia di musicisti e grandi amanti dell’arte; quando ho incontrato anche il cinema e il teatro ho capito che era quello che avrei fatto nella vita e così è stato. Oggi navigo in questi mondi che a volte si mescolano facendomi incontrare ogni volta un nuovo me: non riuscirei a tornare più indietro anche se a volte è una scelta difficile”.    

Durante il tuo percorso professionale ti sei mai detto: “Ma chi me lo ha fatto fare?”
“Mai e sempre. Io credo sia una “vocazione” fare questo mestiere: devi scegliere sapendo che non tornerai indietro. Negli anni ho visto la vetta di molte classifiche e i teatri pieni, un attimo dopo tutto cambia e si riparte da zero, con nuovi progetti, personaggi o identità. Bisogna essere molto forti per ricostruirsi da capo; a me è successo molte volte e forse non avere certezze infinite e non affrontare questo mestiere da semplice “scritturato” mi permette ancora oggi di rischiare e rendermi artisticamente puro, sentendomi libero di non dover scendere a compromessi. E’ così anche nel caso di questo brano, dove ho scelto di dare un vestito completamente nuovo alle mie canzoni per mescolarmi con la “velocità” che chiede quest’epoca, ma rimanendo profondamente fedele alla mia penna”.  

Nei momenti più complicati, chi o cosa ti ha dato la forza per andare avanti?
“Quel senso di naufragio dal quale puoi tirarti fuori da solo, nei momenti critici nonostante cadute profonde ho sempre ritrovato la forza e la voglia di dire qualcosa e l’unico luogo che conosco per farlo sono il palcoscenico o le mie canzoni. Oggi è la mia famiglia e lo sguardo dei miei figli, io ho perso i genitori troppo presto e l’idea di costruire ricordi per loro che io non ho avuto la fortuna di avere mi costringe a vivere ogni giorno da leone, a volte è faticoso ma mi piace e non saprei fare in un altro modo”. 

Il luogo comune che proprio non sopporti del mondo dello spettacolo? 
“Lo chiamo il teorema “della scorciatoia”, ho diversi colleghi che sono arrivati prima di me a grandi risultati, non per meriti legati al talento e oggi guardando indietro sono felice di avere sempre scelto la mia strada; è una scelta che ho pagato ma che mi fa godere ogni piccolo o grande risultato con orgoglio, perché arriva solo dal mio talento”.  

Il prossimo step della tua carriera che ti piacerebbe raggiungere?
“Spero di avere sempre più occasioni di lavorare con la mia musica e sto scrivendo uno spettacolo dove, per la prima volta, sarò in scena da solo a raccontarmi attraverso una mia storia e la mia musica. Sanremo è ovviamente uno dei sogni ma negli ultimi anni mi hanno detto che avevo “canzoni fortissime ma che non basta la canzone”. “Ottimo”, mi sono detto, è un motivo in più per continuare a scrivere e cantare, magari un giorno sceglieranno gli artisti in base alle canzoni e spero di capitarci dentro, non perdo la speranza”. 

L’episodio OFF della tua carriera?
“Un viaggio di due giorni in macchina senza mai dormire con I Ragazzi Italiani per una data a Stoccarda, annullata due minuti prima del concerto. È stata un’Odissea ma è un bel ricordo . Un’altra volta ci ritrovammo in Canada, catapultati in una limousine con dentro Lucio Dalla e la sua band, presissimi da una esilarante conversazione su…. mi astengo dal dirvelo (ride, ndr)”.

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