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Coronavirus Italia, aiuti ai lavoratori: 500 euro agli autonomi, 100 per tutti. Congedi pagati e non solo. Il decretone

Coronavirus Italia, aiuti ai lavoratori: 500 euro agli autonomi, 100 per tutti. Congedi pagati e non solo, in arrivo il decretone, vediamo i dettagli

Coronavirus Italia, aiuti ai lavoratori: 500 euro agli autonomi, 100 per tutti. Congedi pagati e non solo. Il decretone. Il governo si prepara a fronteggiare l’emergenza coronavirus con un nuovo piano con misure per oltre 20 miliardi.

La bozza del maxi decreto prevede anche un premio di 100 euro per il mese di marzo 2020 ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che abbiano continuato a lavorare in sede. Il premio spetta a chi guadagna non più di 40mila euro l’anno ed è esentasse. Previste misure anche per famiglie, sanità e imprese.

Come sottolineano fonti di governo, il testo, composto da 113 articoli,  è ancora soggetto a revisione e dunque suscettibile di modifiche. Il Consiglio dei ministri per il varo del decreto si terrà lunedì alle 10. Di seguito vediamo quali sono le misure principali.

Per i genitori congedi al 50% della retribuzione – Per chi ha figli sotto i 12 anni ed è costretto a casa dalla chiusura delle scuole. I congedi ‘speciali’ saranno validi dal 5 marzo per tutti i dipendenti. L’indennità sarà di massimo 15 giorni da utilizzare tra mamma e papà non contemporaneamente, e sarà pari al 50% della retribuzione. Nessun limite di età in caso di figli disabili. Sarà poi riconosciuto un congedo speciale non retribuito ai dipendenti con figli tra 12 e 16 anni.

Cinquecento (500) euro agli autonomi una tantum – Ai lavoratori automi sarà riconosciuta una indennità una tantum di 500 euro. E’ prevista per professionisti e collaboratori, per gli stagionali, i lavoratori del turismo e delle terme, dell’agricoltura e anche per i lavoratori dello spettacolo.

Produzione di mascherine aumentata – Sarà consentito produrre mascherine chirurgiche in deroga alle vigenti norme. Le aziende produttrici che intendono avvalersi della deroga devono inviare all’Iss autocertificazione sulle caratteristiche tecniche delle mascherine, rispettando tutti i requisiti di sicurezza. L’ Iss in 2 giorni si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine alle norme vigenti. Confermati anche gli incentivi a fondo perduto alle imprese che già le producono.

Coronavirus Italia, gli aiuti ai lavoratori

Per i lavoratori in arrivo un maxi acquisto di mascherine e guanti – Arrivano fondi per 50 milioni a Invitalia da distribuire alle imprese per l’acquisto di guanti e mascherine. Le risorse saranno trasferite dall’ Inail a Invitalia entro il 30 aprile. Previsto anche un credito d’imposta del 50% per le spese sostenute da chi ha attività d’impresa per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino a massimo 20mila euro.

Fondo di ultime istanza per i redditi più bassi – Previsto anche un “fondo per il reddito di ultima istanza” per i lavoratori danneggiati dal coronavirus. Si tratta di una forma di sostegno al reddito per lavoratori dipendenti e autonomi, che abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività e che nel corso del 2019 non avevano guadagnato più di 10mila euro. Per sostenerli viene istituito un fondo da 200 milioni per l’erogazione di una indennità nel 2020. Sarà il ministero del Lavoro a definire i criteri.

Sospesi gli adempimenti tributari fino al 31 maggio – Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’ effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

Credito d’imposta del 60% degli affitti di marzo di negozi e botteghe – Nel testo c’è anche un credito d’imposta del 60% degli affitti di marzo di negozi e botteghe. Lo sconto fiscale non si applica alle attività che sono state identificate come essenziali, tra cui farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità e che sono rimaste aperte.

Ok a nuovo debito fino a un massimo di 25 miliardi – Contro l’emergenza coronavirus, il governo potrà emettere nuovo debito fino a un massimo di 25 miliardi. “Al fine di reperire le risorse per assicurare la liquidità necessaria all’attuazione degli interventi di cui al presente decreto – si legge nelle disposizioni finanziarie – è autorizzata l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25.000 milioni di euro per l’anno 2020”. Lo stesso articolo fa comunque riferimento anche ad altri fondi di copertura senza al momento indicare però gli importi.

Coronavirus Italia, aiuti ai lavoratori: il decretone

1,1 miliardi alla Sanità, 1,5 alla protezione civile Il decreto destina 1,15 miliardi al finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard e 1,5 miliardi al Fondo per le emergenze nazionali istituito presso la protezione civile.

5 miliardi per 9 settimane di cassa integrazione – Arrivano quasi 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali, concessi per tutti per 9 settimane. Si prevedono circa 1,3 miliardi per la Cig ordinaria e per trasformare in ordinaria la Cigs (338 milioni). Altri 3,3 miliardi serviranno per l’estensione della cassa in deroga ai settori attualmente non coperti, compresi agricoltura e pesca. Resta escluso il lavoro domestico.

Prefetto potrà requisire alberghi per le quarantene – Il decreto prevede la possibilità per il prefetto di requisire strutture alberghiere, ovvero altri immobili idonei, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare. Il capo della protezione civile può inoltre requisire in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, “presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché beni mobili di qualsiasi genere”, per fronteggiare l’emergenza. Sono previsti indennizzi.

Stop ai mutui per la casa, anche per gli autonomi – Previsto un fondo a garanzia di 500 milioni. Sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per chi è in difficoltà, estesa anche agli autonomi, senza necessità di presentare l’Isee. La misura amplia le maglie del Fondo Gasparrini, attualmente riservato alle famiglie in difficoltà per la perdita del lavoro, morte o non autosufficienza. Valido anche per i lavoratori autonomi o liberi professionisti che presentano autocertificazione di un calo di oltre un terzo del fatturato per l’emergenza.

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