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D’Agostino: “De Luca? Lo voglio a Palazzo Chigi. Zaia farà fuori Salvini. Mattarella ok, su Conte e Renzi…”

Roberto D’Agostino su De Luca e non solo: l’intervista a leggo.it

D’Agostino: “De Luca? Lo voglio a Palazzo Chigi. Zaia farà fuori Salvini. Mattarella ok, su Conte e Renzi…”. Il fondatore del sito dagospia.com parla a tutto tondo in una intervista rilasciata a leggo.it. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Il suo sito è il più spregiudicato in Italia sul sesso, e si dice che durante il lockdown ci sia stato il pieno di clic, è vero?
«La vita dell’uomo – anzi diciamo dell’essere umano altrimenti le femministe s’incazzano – ha come centro la vita sessuale. La prigionia in qualche modo ha aumentato la nostra carica erotica, soprattutto a livello di immaginazione. È ritornato in auge il miglior sesso che uno possa fare: la masturbazione. Pensate che dramma se non ci fosse stato internet: immaginate come sarebbero stati tre mesi senza foto o video erotici. Questi hanno fatto da surrogato, da placebo in un periodo di merda».

[…] Tanta tv in questi mesi, come è stata?
«Ha fatto la figura della poveraccia, come al solito. La nostra tv è fatta per i telemorenti. Questi vecchietti che non riescono neanche a spingere i tasti del telecomando. Non è tv, è radio. È fatta senza immagini. Se uno con 10 euro al mese può abbonarsi a Netflix o Amazon Prime e vedersi una serie come The Last Dance, che non racconta solo Michael Jordan ma l’intera società americana, perché dovrebbe vedere il chiacchiericcio dei talk di Vespa e Gruber? Con Internet finalmente il potere ce l’abbiamo noi».

D’Agostino: “De Luca? Lo voglio a Palazzo Chigi. Salvini ha perso. Di Maio democristiano”

[…] Passiamo alla politica. Come ha visto il Presidente Conte?
«Ho un sentimento bipolare nei suoi confronti. Da un parte è perfetto per questo Paese, grazie al suo trasformismo. Lui ben rappresenta quell’italiano che in un fine settimana si è tolto la camicia nera per indossare quella rossa. Per questo merita un 6. Ma poi per il resto merita 3. È uno di quelli che senza il virus sarebbe già sparito».

Luigi Di Maio?
«Lui è il perfetto democristiano. Ha trasformato il M5S in un poltronificio. C’è un suo amico di Pomigliano d’arco ovunque. Voto 2».

Nicola Zingaretti?
«Un ectoplasma, manca di carisma. Il Pd non ha una leadership. A forza di rottamare non c’è rimasto nessuno. Voto? Non pervenuto».

Matteo Salvini?
«Lui ha preso il virus. Sta in rianimazione. Non è flessibile, pensava di continuare a fare La Bestia sui social con il Paese devastato dal virus; e ha perso. Inoltre mettersi a fare la guerra all’Europa che ti sta finanziando in un momento in cui siamo sull’orlo del baratro è un grande errore. Voto: zero».

D’Agostino: “De Luca? Lo voglio a Palazzo Chigi. Salvini ha perso”

Giorgia Meloni?
«Fa la madre di famiglia. Non si è messa a sparare contro chiunque, è stata molto più moderata di Salvini. Alle spalle non ha la bestia, ma un bestione, che si chiama Guido Crosetto che di politica capisce. Ma il voto è 5».

E Renzi?
«Ha perso il biglietto della Lotteria un anno fa. In politica conta il carattere, e il suo l’ha portato alla rovina. Non si concilia con il cosiddetto rito romano di andreottiana memoria; qui c’è la torta e si fa una fetta per uno. Lui invece ha fatto il governo con i compagnucci di Firenze. Voto 2».

Non salva nessuno?
«Il Quirinale merita un 8. Se noi oggi abbiamo una situazione stabile e responsabile è merito di Mattarella. Sta tenendo in vita in qualsiasi modo il governo Conte, che non può cadere durante una crisi del genere. In silenzio ha portato avanti i rapporti con Macron e con il suo amico Frank-Walter Steinmeier, presidente della Germania. Ora la priorità è salvarci il sederino».

La Raggi?
«Ce sta ancora? È un’altra salvata dal virus».

Sala?
«Anche lui ha fatto le sue gaffes. La comunicazione politica è una cosa seria. Ma come ti viene in mente di farti lo Spritz».

Zaia?
«Ormai parla come un leader. Ha bisogno di Salvini per il voto delle regionali, ma poi insieme a Giorgetti lo farà fuori».

I tre consigli di Dago per far ripartire il Paese?
«Prima di tutto la semplificazione: bisogna eliminare la burocrazia. Poi la competenza: le persone preparate nei posti giusti. Saranno anche onesti questi nuovi politici, ma poi ti trovi un’Azzolina. Io non voglio più vedere questi che sembra che li prendano per strada. Io ho nostalgia di Fanfani, di De Gasperi… pure di De Michelis».

E la terza?
«Vincenzo De Luca a Palazzo Chigi. Con Arbore abbiamo aperto un suo fan club».

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