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Coronavirus, dati ufficiali Iss: tre Italie, al Nord 82% vittime. A marzo picco shock di morti

Coronavirus, i dati ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss)

Coronavirus, dati ufficiali Iss: tre Italie, al Nord 82% vittime. A marzo picco shock di morti. «Dal 20 febbraio al 30 aprile 2020, si sono verificati 28.561 decessi in persone positive al Covid19; di queste 15.114 (53%) sono decedute entro il mese di marzo (il picco si è raggiunto il 28 marzo) e 13.447 (47%) nel mese di aprile».

È quanto emerge dal nuovo aggiornamento del Rapporto sull’impatto dell’epidemia Covid19 sull’eccesso di mortalità in Italia realizzato da Istat e Istituto superiore di sanità (Iss). «Il continuo aggiornamento dei dati da parte delle Regioni ha permesso di recuperare, ulteriori 790 decessi (15.114 rispetto ai 14.324) avvenuti a marzo ma comunicati successivamente alla data di aggiornamento della base dati oggetto del primo Rapporto del 26 aprile», precisa il report

Coronavirus, eccesso mortalità fra gli uomini over 70

«L’eccesso di mortalità dei mesi di marzo e aprile 2020 è più consistente per gli uomini di 70-79 anni e di 80-89 anni per i quali i decessi cumulati dal primo gennaio al 30 aprile 2020 aumentano di oltre 52 punti percentuali rispetto allo stesso periodo della media 2015-2019; segue la classe di età 90 e più con un incremento del 48%». Lo stabilisce il nuovo aggiornamento del Rapporto sull’impatto dell’epidemia Covid-19 sull’eccesso di mortalità in Italia realizzato da Istat e Istituto superiore di sanità (Iss).

«L’incremento della mortalità nelle donne è invece più contenuto per tutte le classi di età; raggiunge alla fine di aprile il 42% in più della media degli anni 2015-2019 per la classe di età 90 e più, che risulta essere la più colpita dall’eccesso di mortalità. Segue la classe 80-89 con un incremento del 35% e la 70-79 (31%)», sottolinea il documento.

Coronavirus, tre Italie alle prese con l’epidemia

«Tre Italie» alle prese con Covid-19. A confermarlo è il secondo Rapporto prodotto dall’Istituto nazionale di statistica ( Istat) e dall’Istituto superiore di sanità (Iss), che presenta un’analisi della mortalità totale e dei soggetti positivi al Covid-19 deceduti nel mese di aprile 2020 e un aggiornamento delle analisi relative al periodo gennaio-marzo.

Ebbene, in Italia dall’inizio dell’epidemia (20 febbraio) fino al 25 maggio (data di aggiornamento della base dati per il rapporto) sono stati segnalati al Sistema di sorveglianza integrato 227.719 casi positivi di Covid-19 diagnosticati dai Laboratori di riferimento regionale, di cui 209.013 fino al 30 aprile.

Il numero di casi di Covid-19 segnalati in Italia raggiunge il massimo nel mese di marzo, pari a 113.011, e diminuisce dal mese di aprile (94.257) e ancora più marcatamente nel mese di maggio (18.706). Come già evidenziato, «la diffusione geografica dell’epidemia di Covid-19 è eterogenea e per questo motivo le Province italiane sono state suddivise in tre classi sulla base della distribuzione dei tassi standardizzati di incidenza cumulati al 30 aprile.

Coronavirus dati ufficiali Iss

In particolare, la distribuzione dei tassi standardizzati è stata divisa nelle seguenti tre classi: la prima, definita a diffusione ‘bassà, comprende le province con valori del tasso inferiore a 60 casi per 100mila residenti (34 province, principalmente Sud e Isole).
La seconda, definita a diffusione ‘medià, comprende le province con valori del tasso tra i 60 e i 150 casi per 100mila residenti (32 province, in gran parte Italia Centrale).
La terza classe, a diffusione ‘altà, include le province con valori superiori ai 150 casi per 100mila residenti (41, in gran parte dell’Italia settentrionale).

La curva epidemica evidenzia un inizio anticipato dell’epidemia nelle aree ad alta incidenza, i casi segnalati raggiungono il picco il 20 marzo 2020 (4.367) per poi diminuire costantemente. Le aree a media e bassa incidenza raggiungono il picco successivamente a quelle con alta incidenza.

Si conferma l’eterogeneità nella diffusione geografica dell’epidemia, «che risulta molto contenuta nelle Regioni del Sud e nelle Isole, mediamente più elevata in quelle del Centro rispetto al Mezzogiorno e molto elevata nelle regioni del Nord». Considerando i casi e i decessi Covid-19, il 75% dei casi segnalati e l’82% dei decessi si trovano nelle province definite a diffusione alta, il 17% dei casi e il 13% dei morti in quelle a diffusione media e rispettivamente l’8% e il 5% nelle province a diffusione bassa.

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