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Spettacolo

Elodie: “Salvini? Spero di non essere l’unica a considerarlo così. Amo Marracash ma ho bisogno dei miei spazi”

Elodie su Salvini, Marracash e non solo, l’intervista a ‘Il Messaggero’

Elodie: “Salvini? Spero di non essere l’unica a considerarlo così. Amo Marracash ma ho bisogno dei miei spazi”. La cantante racconta un po di sé in una intervista rilasciata ai microfoni de ‘Il Messaggero’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Dove ha trascorso il lockdown?
«A Milano. A casa di Fabio (vero nome di Marracash, ndr). Abbiamo sperimentato per la prima volta la convivenza».

Non vivete insieme?
«No. Sono innamorata, ma ho bisogno dei miei spazi. E lui è come me. Finito il lockdown ho fatto le valigie».

A trent’anni non sente il bisogno di mettere su famiglia?
«Cerco solidità, ma non per forza una famiglia».

E allora in cosa consiste?
«Mettere giudizio. Lavoro tutto il giorno. La sera preferisco rilassarmi piuttosto che fare l’alba in discoteca».

Un figlio?
«Non ho uno spirito materno».

Elodie: “Salvini? Spero di non essere l’unica a considerarlo piccolo uomo”

Il rapporto con i suoi genitori com’è?
«Divorziarono quando avevo otto anni. Con mamma c’è più affiatamento. Ha preso casa a Como, così stiamo più vicine. Papà è rimasto a Roma».

Gli amici e i parenti cosa le raccontavano del lockdown in borgata?
«Molte famiglie sono state costrette a chiedere i pacchi alimentari. Io stessa ho aiutato economicamente amiche rimaste senza lavoro, con figli da sfamare. È stata dura».

A cosa ci si aggrappa in momenti così?
«C’è chi si è affidato alla religione. Io sono atea: ho aspettato che finisse».

Segue la politica?
«Da ragazzina mi informavo di più. Guardavo i talk e discutevo di attualità. In borgata vedevo solo ingiustizie».

Sui social ha definito Salvini un piccolo uomo, reo di aver fomentato l’odio razziale nei confronti del suo collega Sergio Sylvestre per aver sbagliato l’Inno di Mameli alla finale di Coppa Italia. Lo rifarebbe?
«Certo. Ho scritto ciò che pensavo e spero di non essere l’unica a considerarlo tale».

Mai stata discriminata per le sue origini creole?
«Più volte. Mia mamma era l’unica nera del quartiere e in borgata sono sempre rigidi rispetto alle diversità».

Da Sanremo si aspettava di più?
«Sì. Ma Andromeda ha lasciato comunque il segno».

Tornerebbe in gara l’anno prossimo?
«No. Cercavo un rilancio. È arrivato. Ora mi godo questa rinascita».

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