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Seconda ondata Coronavirus, il dossier segreto: 3 scenari e 5 soluzioni sull’ipotesi

Seconda ondata Coronavirus, il dossier segreto: 3 scenari e 5 soluzioni sull’ipotesi che prevede un’eventuale situazione d’emergenza

Seconda ondata Coronavirus, il dossier segreto: 3 scenari e 5 soluzioni sull’ipotesi. Non è certo che in autunno affronteremo una seconda ondata di contagi, ma è comunque uno scenario possibile. A rendere plausibile l’ipotesi, sono le notizie su quanto sta accadendo nel mondo. Inoltre, c’è la riapertura delle scuole a settembre, una situazione che costringe gli esperti ad attrezzarsi anche per le eventualità peggiori.

A tal proposito sono tre gli scenari che gli esperti ipotizzano per il prossimo futuro. E per questi, vengono individuate 5 soluzioni necessarie per evitare di tornare ai livelli di febbraio e marzo scorso. Tutto descritto in un documento riservato stilato dagli esperti dell’Istituto superiore di Sanità e del dicastero della Salute che analizza quanto potrebbe accadere in autunno.

L’edizione online de ‘Il Corriere della Sera’, pubblica il dossier con i calcoli già effettuati dagli scienziati, anche sulla base di quanto accaduto in altri Paesi, accreditando la possibilità che la ripresa delle lezioni possa incidere sull’Rt (misura la trasmissibilità del virus), con un + 0,4. Ed è su questo che a fine agosto si confronteranno tecnici e politici.

Seconda ondata Coronavirus: i tre possibili scenari

“Il primo scenario ipotizzato dagli esperti riguarda la «trasmissione localizzata». Vuol dire che la situazione è simile a quella attuale con un’incidenza di casi ancora sotto controllo, ma con alcuni focolai che fanno aumentare l’indice Rt. E dunque bisogna prevedere una reazione adeguata soprattutto per quanto riguarda la tracciabilità dei contatti dei positivi.

Il secondo scenario fa salire invece il livello di preoccupazione perché riguarda un’impennata di casi, quindi un peggioramento della situazione, comunque gestibile senza interventi straordinari a livello di servizio sanitario nazionale. Prevede cioè un numero consistente di malati che ricorrono alle cure negli ospedali, ma senza provocare una situazione fuori controllo, e altri che invece possono gestire il contagio e i sintomi rimanendo a casa.

Infine il terzo scenario, quello che fa tornare indietro ai tempi più critici e drammatici della pandemia. Ipotizza infatti una seconda ondata di Covid-19, dunque un numero altissimo di nuovi casi e soprattutto tanti malati che arrivano in ospedale in condizioni gravi e necessitano di cure particolari o ricoveri in terapia intensiva.

Seconda ondata Coronavirus: i cinque interventi

Il primo riguarda la necessità di «favorire — sulla base degli scenari — il coordinamento con le Regioni» in modo da poter prendere ogni tipo di misura idonea.

Per farlo, ed è questo il secondo punto, bisogna «monitorare costantemente la situazione». Il riferimento è al controllo che il ministero della Salute sta già effettuando grazie al monitoraggio settimanale che tiene conto di 21 indicatori e, sulla base di un algoritmo, calcola la tenuta delle strutture sanitarie nelle varie regioni e dunque anche la risposta da fornire nei casi più gravi.

Fondamentale, è il terzo capitolo, viene ritenuta la «garanzia di una comunicazione ufficiale». Vuol dire che i numeri sui contagi, sui tamponi effettuati, sui malati e tutto quello che riguarda l’eventuale espansione dell’epidemia, deve essere sempre aggiornata con dati affidabili provenienti dalle Regioni che diano la percezione esatta dell’evoluzione o regressione dell’epidemia.

Non a caso il quarto punto sottolineato dagli esperti riguarda un piano operativo aggiornato costantemente sulla scuola e sulle Residenze per anziani che — nella fase critica — si sono trasformate in micidiali focolai.

Per questo, è l’ultimo problema affrontato e certamente il nodo fondamentale, «si dovrà provvedere al rafforzamento dei presidi sanitari» e in particolare a quei «dipartimenti per la prevenzione» che certamente garantiscono la tenuta del sistema e la capacità di prevenire situazioni di alto rischio”.

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