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Confindustria: “Pil lento e crescita inadeguata. Italia ancora fanalino di coda in Europa”

I dati di Confindustria parlano di crescita lenta dell’Italia nell’eurozona

“L’Italia resta fanalino di coda nell’aerea Euro, con una crescita inadeguata ad uscire dalla crisi”. Lo afferma la Confindustria nella sua “Congiuntura flash”. Anche nel primo trimestre 2017 il Pil italiano “è atteso aumentare a ritmo lento, dopo il +0,2% nel quarto trimestre 2016 e un +0,3% nel terzo”. Il ritmo rimane ben inferiore a quello dell’Eurozona (vicino al 2%) “frenato dall’incertezza, specie politica”.

Il peso dell’instabilità – Industria ed export trainano il Pil, ma la domanda interna risente dell’instabilità. “Ogni sforzo andrebbe dedicato al rilancio dell`economia e al sostegno dei posti di lavoro”, fanno sapere gli esperti. Il credito rimane erogato con il contagocce.

Lo scenario mondiale resta molto favorevole: si è fatta ancor più vivace la dinamica dell’attività produttiva e degli scambi internazionali. Sono più alti però anche i rischi legati alla forte incertezza politica, alimentata tra l’altro dalle scadenze elettorali dei prossimi dodici mesi. Secondo il Centro studi di Confindustria, dal loro esito potrebbe configurarsi una decisa svolta per la moneta unica europea.

Export e debolezza dell’Euro – L`espansione delle esportazioni si è rafforzata in Cina, Stati Uniti e Germania. A inizio 2017 è stata favorita dall’accelerazione della crescita mondiale e dalla debolezza dell’Euro. Il commercio mondiale è tornato ad aumentare in novembre (+2,8% su ottobre, dopo -0,9%); +1,2% la variazione acquisita nel 2016.

La situazione a livello globale – Nel complesso, i Paesi emergenti stanno dando un contributo all’incremento del Pil globale più sostenuto di pochi mesi fa, in alcuni casi grazie al rialzo dei prezzi delle materie prime. I mercati finanziari (soprattutto azionari) scommettono sul proseguimento di questi loro progressi, inattesi fino all’inizio del 2017. Nell’Eurozona è confermata la sorprendente maggior crescita (prossima al 2% annuo), guidata dal mercato domestico e dalla ritrovata coppia Germania-Francia.

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