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Colera in Somalia, aumentano i morti. L’allarme di Save The Children

Gravi condizioni in Somalia che rischia di andare incontro a una catastrofe

Dalla siccità che l’ha stravolta a fine 2016 in Somalia i casi di colera e diarrea sono fortemente aumentati: da meno di duecento nella prima settimana di novembre a circa 1.400 nella seconda di febbraio. “Se la comunità internazionale non interverrà urgentemente, la Somalia rischia di andare incontro a una catastrofe ancora più grave di quella che nel 2011 ha provocato la morte di oltre 250.000 persone”, è l’allarme lanciato da Save the Children.

I centri per la salute e la nutrizione di Save the Children stanno registrando un rapido incremento di decessi di bambini. Si stima che circa un milione di giovani potrebbero risultare malnutriti quest’anno, con almeno 200.000 a rischio di morte a causa di gravi forme di malnutrizione.

“Salvare queste vite e assicurare i mezzi di sostentamento alla popolazione richiede un’azione concertata da parte della comunità internazionale, ma non c’è più tempo da perdere e bisogna agire ora”, ha dichiarato Hassan Noor Saadi, direttore di Save the Children in Somalia, ricordando la disgrazia del 2011 e reputando vergognosamente inadeguata la risposta per affrontare le sofferenze, dopo aver ignorato i primi segnali di quella crisi.

Un team dell’associazione ha raggiunto l’epicentro dell’emergenza, tra la regione di Bay e la sua capitale Baidoa, dove è stato registrato il 72% dei casi. Oltre al colera, l’organizzazione è fortemente preoccupata anche da altri fattori che mettono a grave rischio la salute dei bambini e il loro livello di nutrizione. In particolare, i medici impegnati nelle 72 cliniche  nel Puntland riportano gravi infezioni respiratorie di cui sono vittime i bambini, tra cui numerosi casi di polmonite.

A causa della grave siccità, inoltre, si stima che già 250.000 persone siano state costrette ad abbandonare la propria terra per trasferirsi in campi dove mancano i principali servizi di base, come acqua, cibo, servizi igienici e sanitari. Circa 6,2 milioni di persone, pari a quasi la metà della popolazione, ha infine urgente bisogno di aiuto per via dell’insicurezza alimentare.

Save the Children chiede ai donatori, ai paesi del G7 e alle agenzie delle Nazioni Unite di stanziare urgentemente fondi. Entro giugno sono necessari 825 milioni di dollari per salvare vite umane e avviare un processo di recupero dalla carestia. Ad oggi, tuttavia, è stata raggiunta solo la metà di questa cifra. L’organizzazione invita quindi con urgenza la comunità internazionale ad agire in maniera concertata per aumentare i finanziamenti affinché la siccità non si trasformi in un disastro umanitario in piena regola

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