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Usa, online per sbaglio i dati personali di 200 milioni di elettori “schedati”

Usa, i dati di oltre 200 milioni di elettori “schedati” sono finiti accidentalmente in rete

Ha scatenato non poche polemiche la diffusione accidentale online dei dati personali e delle opinioni politiche di quasi 200 milioni di cittadini Usa (il 62% dell’intera popolazione americana) da parte di una società di marketing ingaggiata dal comitato nazionale repubblicano, la Deep Root Analytics. Secondo la Bbc è la più grande violazione di dati elettorali in Usa.

Oltre ai dati personali (data di nascita, indirizzo, numeri di telefono) ci sono anche appartenenze religiose, pregiudizi etnici e politici, prese di posizione su argomenti controversi come il controllo delle armi, l’aborto, le cellule staminali.

Tutte informazioni raccolte da varie fonti: partendo dai social network fino ad arrivare anche ai comitati di raccolta fondi. Christ Vickery, un analista di rischi cibernetici, aveva già scoperto, la scorsa settimana, una copia dei dati che è ancora disponibile per chiunque abbia un link al server di Amazon cloud.

“Ci prendiamo la piena responsabilità della situazione. In base alle nostre informazioni, non crediamo di essere stati hackerati”, ha commentato Alex Lundry, fondatore di Deep Root Analytics, assicurando che sono state prese tutte le misure per prevenire ulteriori accessi. I nomi dei file e gli elenchi indicano che i dati dovevano essere usati da influenti organizzazioni politiche repubblicane: l’idea era di creare un profilo per ogni elettore usando dati disponibili.

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