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Trento, aggredito da un orso e salvo per miracolo. La provincia ordina la cattura

Per miracolo si è salvato dall’aggressione di un orso, ora la Provincia di Trento ordina la cattura dell’animale ed il trasporto in una zona protetta

A 36 ore dall’aggressione di Angelo Metlicovez, l’escursionista settentenne attaccato da un orso, il governatore della Provincia di Trento, Ugo Rossi, ha firmato l’ordinanza urgente che consentirà l’identificazione e quindi il trasporto dell’animale in un recinto alle porte della città. La pericolosità dell’orsa è definita “massima”.
“Me lo sono trovato davanti. Deve essersi impaurito alla vista del mio cane. Ma io avevo più paura di lui. Non ho fatto nemmeno in tempo a scappare”. Angelo Metlicovez, l’escursionista aggredito da un orso, rivive ancora la paura provata durante l’attacco. “Sono vivo per miracolo”. Ho fatto appena in tempo a mettere il braccio sinistro davanti al viso che mi ha morso. Non so nemmeno se mi ha spinto lui o se sono caduto io nel dirupo. Per fortuna l’orso se ne è andato. Con il telefonino sono riuscito a dare l’allarme e i soccorritori sono arrivati subito”, racconta a La Stampa. Subito sono arrivati i soccorsi che hanno trovato l’uomo sotto shock e in un lago di sangue.
Ma sul luogo dell’aggressione si sono già portate cinque pattuglie di forestali con l’incarico di avvisare turisti ed escursionisti della presenza dell’orso, mentre altri quattro uomini – accompagnati da due cani – stanno già battendo i boschi. Il sospetto è che l’orso in questione sia in realtà un’orsa di 15 anni e 133 chili di peso, nome in codice Kj2, protagonista di un’aggressione nel giugno del 2015 e da allora ricercata dai forestali. Solo il test sui peli ritrovati nel luogo dell’aggressione, un sentiero tra il Lago di Terlago e il Lago di Lamar, potrà comunque confermare che è davvero lei l’orsa protagonista di questo nuovo attacco.
Le regole per la cattura di un animale protetto come l’orso sono molto complicate e prevedono una serie di procedure definite dal ministero per l’Ambiente in accordo con le Regioni: le squadre devono essere di almeno quattro uomini, tra cui un veterinario, un operatore addestrato all’uso di fucili per la telenarcosi, un forestale con fucile tradizionale (per garantire la sicurezza della squadra) e un conduttore di cane addestrato alle attività contro gli “orsi problematici”. La Provincia di Trento ha scelto cani di razza Laika, provenienti dalla zona artica, di taglia media ma di grande coraggio.
Le squadre dovranno lavorare per lo più di notte (quando è più probabile la cattura) e le tecniche autorizzate dal ministero sono tre: l’uso di trappole tubo (in cui l’orso si infila attirato dal cibo per poi rimanere chiuso all’interno), l’uso di lacci Aldrich (che sono in grado di trattenere l’orso al suo passaggio senza provocargli ferite) e infine l’utilizzo di proiettili anestetici. Per quest’ultima tecnica, adottata nelle situazioni più gravi e quando comunque è possibile avvicinarsi all’orso, le regole sono ancora più severe: in particolare è vietato sparare un proiettile anestetico a un orso che potrebbe mettere se stesso in pericolo o essere pericoloso per altre persone.

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