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Usa, giovani smarriti nel deserto si suicidano per non morire di sete

Smarriti nel deserto si suicidano per non morire di sete

Sono stati ritrovati i corpi di due giovani scomparsi quest’estate in un parco naturale nel deserto californiano. La ventenne Rachel Nguyen e la guardia di sicurezza 22enne Joseph Orbeso avrebbero scelto di togliersi la vita per evitare di morire di sete. Secondo l’ipotesi più probabile, una volta terminati acqua a cibo lui avrebbe sparato a lei e poi rivolto la propria pistola contro di sé. I cadaveri sono stati rinvenuti abbracciati ed è avidente che stessero cercando di ripararsi dal sole.

La dinamica – La coppia si era persa durante un’escursione all’interno del Joshua Tree National Park (California)lo scorso 28 luglio, quando la temperatura sfiorava i 40 gradi. Secondo il migliore amico del ragazzo, la gita era stata organizzata per festeggiare il compleanno di lei. I proprietari del bed and breakfast in cui alloggiavano, non vedendoli tornare, hanno lanciato l’allarme. Da quel momento è partita una grande mobilitazione dei soccorritori, che li hanno cercati per più di duemila ore, finché la scorsa settimana li hanno ritrovati.

Un omicidio-suicidio concordato per non morire di sete – Il padre di Joseph, che faceva parte della squadra che li ha avvistati, ha riferito che i due erano abbracciati. I corpi erano sotto un albero con degli indurimenti sulle gambe per coprirle dai raggi solari. Le autorità hanno raccolto le prove che dimostrano come i due abbiano terminato le scorte d’acqua razionato il cibo. Secondo l’ipotesi più accreditata, a questo punto per non morire di sete i due avrebbero deciso di suicidarsi. Joseph, che di mestiere faceva la guardia di sicurezza, avrebbe prima sparato a Rachel e poi avrebbe rivolto la propria pistola contro di sé. Le indagini sulla sua azione sono comunque tutt’ora in corso.

La dichiarazione dei familiari – “Non portiamo rancore verso Joseph o la sua famiglia”, hanno fatto sapere i parenti della ragazza, che hanno porto le proprie condoglianze ai genitori di lui. “Ringraziamo Dio di poter offrire una degna sepoltura a Rachel”.

Le parole degli inquirenti – “Finché non avremo alcuna prova che ci indichi il perché dello sparo, possiamo solo avanzare delle ipotesi – ha dichiarato la portavoce della polizia – Sapere che hanno razionato il cibo, finito l’acqua e che cercavano di ripararsi dal sole getta una luce diversa sulle circostanze evidentemente disperate”.

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