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Rino Barillari: “Se Asia Argento mi avesse avvisato, non avrei scattato quella foto”

La Verità di Maurizio Belpietro intervista Rino Barillari, il paparazzo che ha fotografato Asia Argento con Hugo Clement

Anthony Bourdain si è ucciso nel bagno della sua camera d’albergo usando la cinta di un accappatoio. Questa la conclusione a cui è giunto il procuratore di Colmar che ha chiuso il caso. Ma restano aperti tanti quesiti per un gesto che resta inspiegabile anche per i familiari e gli amici più stretti del celebre chef, diventato una amatissima star della televisione.

Intanto scoppia la polemica su Asia Argento, compagna ( o ex compagna) di Bourdain dopo che il settimanale Chi ha pubblicato foto dell’attrice romana abbracciata a Hugo Clement. Gli utenti social ci vanno giù pesante e commentano in maniera sarcastica il post dell’Argento su Twitter in cui dichiara che Bourdain era il suo amore e la sua roccia.

Luca Telese per ”La Verità” di Maurizio Belpietro ha intervistato Rino Barillari, il paparazzo che ha sorpreso Asia Argento con il 28enne Hugo Clement in una notte romana. Barillari, 73 anni, è uno dei fotografi di gossip più importanti d’Italia, uno che sa il fatto suo.

Ecco un estratto dell’intervista

È vera questa cosa che dopo il suicidio di Anthony Bourdain ti sei pentito della paparazzata ad Asia Argento?

«Mhhhh.. sì. Ma è un discorso complesso. 

Asia Argento: dopo il suicidio hai parlato di «pentimento». Proprio tu, che hai fotografato tutto e tutti.

«Senti Luca, il paparazzo è cinico, deve essere cinico. Ha l’ obbligo morale di essere cinico».

Ma allora perché dici che ti sei pentito di aver paparazzato Asia?

«Mica ho detto che sono un animale. Sono un cinico con il cuore. Come tutti quelli che fanno mestieri di frontiera».

Parliamo di quello scatto che avrebbe potuto ferire Bourdain: Asia Argento con il giornalista Hugo Clement.

«Pensa: lui 15 anni più giovane di lei». ed ancora, «A fine serata lei era sicura: prima si è messa a ballare, poi lo ha tirato dentro, quindi si è stretta a lui. Era come se stessi girando un film. Limonavano come dei bambini di 16 anni. Tutti li guardavano. Lei sembrava una bambola indemoniata, catalizzava lo sguardo Scena di una sensualità pazzesca».

Asia come ha reagito?

«Mi vede, alla fine, e mi fa ha: “Non pubblicare mi rovini!”».

E tu?

«Ho pubblicato. Lo sai».

Ma non eri un cinico con il cuore?

«Ho capito, ma se dovessi mandare liberi tutti quelli che dicono “Mi rovini!” smetterei di fare questo lavoro».

Cosa ti avrebbe fatto fermare?

«Se mi diceva che si rischiava una vita. In quel caso sì, eccheccazzo. Una foto non vale una vita».

Beh, un parametro alto.

«Non fare la morale. Esistiamo perché esistono i lettori, fra cui tu, che il giorno dopo vogliono vedere. Però…».

Cosa?

«Se quello scatto avesse innescato il suicidio… Ecco, questo mi farebbe soffrire».

Forse è stato così.

«Un solo scatto? Impossibile. Se Anthony avesse visto quello che ho visto io, allora forse sì…».

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