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Melissa Satta a Vaniity Fair: “A Tiki Taka 5 stagioni meravigliose ma era ora di cambiare. Razzismo? Spero che l’Italia diventi come la Germania…”

L’ex velina Melissa Satta ha rilasciato una intervista ai microfoni di Vanity Fair. Vi proponiamo alcuni passaggi:

«A Tiki Taka ho passato cinque stagioni meravigliose ma era ora di cambiare. A ottobre inizierò la nuova stagione de Il padre della sposa, lo condurrò anche quest’anno su La5. Poi per il futuro vedremo, io non ho fretta».

Il nuovo campionato lo sta seguendo?
«Certo, anche se dal divano di casa anziché in un salotto tv. Il calcio è sempre stata una mia passione e continuerà ad esserlo. Oltre al Milan che è la mia squadra del cuore quest’anno seguirò anche il Sassuolo, per ovvie ragioni personali».

A proposito: suo marito ha appena pubblicato un singolo, intitolato King. Se si dovesse dare alla musica pure lei, voi due potreste diventare i nostri The Carters, lo sa?
«Per carità, non penso proprio: il vero talento della famiglia è Kevin. Oltre a essere un grande professionista del calcio, balla meglio di me, canta meglio di me. Io non canto neanche sotto la doccia».

Suvvia, non si butti giù.
«No, anzi, io sono molto orgogliosa. E anche contenta di questa cosa che ha fatto: il calcio è il suo lavoro, la musica una passione da quando è nato. Poi chissà nel futuro, come sa i calciatori hanno una carriera molto breve».

Premesso che sembra quasi incredibile doverle fare questa domanda nel 2018, ma lei che ha una bella famiglia multiculturale come sta vivendo gli episodi di «chiusura» e razzismo di questi ultimi tempi? È preoccupata per suo figlio Maddox?
«È strano, ma purtroppo è vero che ancora oggi succedono episodi brutti, di razzismo o forse “solo” di ignoranza. È un discorso che andrebbe affrontato con serietà, sin da bambini. L’anno scorso, a Francoforte, mio figlio frequentava una scuola e aveva compagni tedeschi, francesi, inglesi, coreani, giapponesi. Tra di loro condividevano momenti bellissimi, pur con tutte le loro diversità, di religioni e culture. Questo per la mia famiglia e per mio figlio era e resta la normalità, e spero che lo diventi per tutte le famiglie».

Qui in Italia la situazione è più complicata secondo lei?
«Difficile dirlo, anche perché Maddox continua a frequentare una scuola internazionale, dove chiaramente l’ambiente è più aperto. Io credo che qui da noi ci siano già tante persone aperte al cambiamento, ma purtroppo c’è sempre l’eccezione che rovina la regola».

Ossia?
«La persona che forse “ignora” che siamo nel 2018 e il mondo è aperto a tutti. Che le diversità sono belle e non pericolose. Diciamo che, in questo, noi Satta-Boateng cerchiamo di dare il buon esempio».

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