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Processo a El Chapo, parla la giovane moglie Emma: «Mio marito, privato dei diritti umani. Quando ci siamo conosciuti…»

Processo a El Chapo, parla la giovane moglie Emma:

È in corso in Usa, davanti a un corte federale di Brooklyn, New York, il processo a Joaquín «El Chapo» Guzmán capo del Cartello di Sinaloa. Ma le cose non si mettono affatto bene per il boss messicano del narcotraffico. Accusato di 17 reati, tra cui avere fatto arrivare sul territorio americano 155 tonnellate di cocaina, El Chapo rischia l’ergastolo.

Da quando il 13 novembre è iniziato il dibatto per il narcotrafficante più famoso dopo il colombiano Pablo Escobar Gaviria, a ogni udienza, è sempre presente una giovane donna, Emma Coronel Aispuro, moglie di El Chapo.

Nata a Santa Clara, California, Coronel Aispuro, 30 anni, ha deciso di non perdersi nemmeno un dibattito del marito, ed è diventata protagonista delle scene. Quando si raccontano i mostruosi dettagli degli omicidi a cui il marito avrebbe partecipato non fa una piega, non si lascia intimidire neanche quando a testimoniare ci sono le presunte amanti di El Chapo.

Le donne di El Chapo sono sempre state tra l’essere complici o amanti. Quasi tutte sono finite latitanti o in carcere. Emma invece è riuscita a non essere indagata e, esendo moglie dell’imputato, può non testimoniare. Anche se ci sarebbero messaggi di testo in cui il marito le chiede di nascondere delle armi prima della fuga dal carcere Altiplano nel 2015, durante una perquisizione della polizia.

Il ruolo di Emma è quello di difendere El Chapo sui media, non solo perché è il padre delle sue figlie, ma perché lo considera una vittima di abuso, una persona alla quale sono stati violati i diritti umani. La ragazza, in un’intervista rilasciata alla rivista Time, ha detto di conoscere un’altra persona rispetto a quella che descrivono nelle udienze: «Non riconosco mio marito in quelle dichiarazioni contro di lui […] Anzi, lo ammiro per come l’ho conosciuto, credo nella persona che ho sposato».

Sposati dal 2017, ma il vero matrimonio è avvenuto quando lei era ancora adolescente. Emma è cresciuta a Durango, un paesino rurale, ed era vicina al mondo del traffico di droga. L’incontro tra i due, quindi, sembra non essere stato casuale. Il padre era uno dei capi di una rete del Cartello guidato da El Chapo, e anche uno dei suoi fratelli era pilota del narcotrafficante, già ricercato dalle autorità americane. Emma aveva rivelato che all’inizio il rapporto con l’uomo – 32 anni più grande di lei – era solo una bella amicizia, che poi con il trascorrere del tempo è diventato amore: «Quando ho compiuto 18 anni ci siamo sposati in una cerimonia molto semplice con la famiglia e gli amici più vicini», ha ammesso la donna, vincitrice di un concorso di bellezza del Festival del Café y la Guava.

Emma la più mediatica di tutte le donne che ha avuto El Chapo. E a quanto pare non erano poche visto che il noto boss del narcotraffico pare abbia 19 figli. Jack Riley, ex agente della DEA, raccontò a The New York Post che la ragazza è più di una «moglie trofeo», ha un ruolo importante nel circolo intimo del narcotrafficante. «Lui (El Chapo) è un genio delle pubbliche relazioni. E ha coinvolto Emma nella strategia di denunciare il trattamento che ha ricevuto per guadagnare tempo nel processo», spiegò Riley.

Solo una volta Emma ha perso le staffe, a dicembre, nel corso di un’udienza. Ma forse non fu un caso perché il procuratore mostrò in aula un fucile AK-47, e lei scappò fuori dalla sala con le figlie. La donna e El Chapo hanno avuto due gemelle, Emali e María Joaquina, che oggi hanno 7 anni e vivono in Messico: «Sono stata costretta a lasciare le mie figlie per accompagnare mio marito, perché sono l’unica persona della famiglia che può stare vicino a lui a New York […]. Lui è stato sempre un padre molto presente. Le bambine sono l’adorazione del padre, e anche il padre lo è per loro».

Emma sembra anche essere a proprio agio nella Grande Mela. Secondo il quotidiano The New York Times, infatti, la moglie del boss passeggia per il Central Park, mangia sushi a Brooklyn, visita l’Empire State e guarda le partite degli Yankees allo stadio, accompagnata da un paio di amiche e l’avvocatessa. Le piace distrarsi a New York quando non fa troppo freddo, insomma.

Del resto, se il marito sarà condannato all’ergastolo, lei avrà accesso ad un patrimonio di circa 14 miliardi di dollari. E stando alle cronache, la tranquillità di Emma si basa proprio su questo. Fino a poco tempo fa Emma aveva un account su Instagram con oltre 240mila follower. Ma per la Dea, si trattava di un «atteggiamento surreale di ostentazione di una ricchezza accumulata dal marito, sappiamo tutti in che modo». La donna amava raccontare la sua vita piena di lussi con relative immagini.

Ma lei non molla. Riconosce che la sua vita è cambiata, ma «non mi considero una mamma single. Sono una mamma che in questo momento non può avere il sostegno del marito. Ho però fiducia che la famiglia starà bene […] Questa situazione è pesante e difficile. Tuttavia, mantengo la mia fede. Sono convinta che Dio ci pone degli ostacoli che possiamo superare», conclude.

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