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Cinema

Vittorio Cecchi Gori ricorda Il Postino: “Quella frase di Troisi pochi giorni prima di morire…”

Vittorio Cecchi Gori in un’intervista a Il Giornale

Vittorio Cecchi Gori, produttore e membro dell’Academy, ha rilasciato un’intervista a Il Giornale a pochi giorni dalla cerimonia di consegna degli Oscar, “Sono contento per la vittoria di Green Book. Un film che fa bene all’anima. Condivido anche l’affermazione di Roma tra i film stranieri. Quest’ultimo rappresenta un caso distributivo che mostra il progressivo assottigliarsi delle differenze tra cinema le televisione”.

Cecchi Gori nella sua lunghissima carriera ha vinto tre Oscar ed a questo proposito commenta, “In realtà quattro, ma ne L’ultimo imperatore subentrai all’ultimo, non facendomi inserire nei crediti. Ricevette nove premi Oscar, numeri da record”. Il produttore ha dedicato l’intera vita al cinema, “A cinque anni già stavo sui set sulle ginocchia di Eduardo De Filippo. Il destino poi mi ha permesso di lavorare con Massimo Troisi, eccellente erede della tradizione attoriale eduardiana”.

Parlando dei suoi film di maggior successo, Cecchi Gori ricorda il Postino ed un particolare legato a Massimo Troisi, “Troisi era un vero genio. Durante le riprese era molto affaticato, parlava poco. Ricordo una discussione in merito alla morte del suo personaggio. Mi sembrava non fosse necessaria, temevo che il pubblico potesse non apprezzare questa scelta. Lui mi disse: ‘non ti preoccupare per il pubblico, Troisi non muore mai’. Massimo è morto il giorno successivo alla fine delle riprese. La forza di quest’uomo, che ha dedicato gli ultimi attimi della sua vita per realizzare un simile capolavoro, non finirà mai di commuovermi”.

Il produttore racconta anche un aneddoto legato a Silvio Berlusconi, “Molti pensano che Berlusconi sia il mio acerrimo nemico, ma non è così. La Penta Film è stata una delle migliori operazioni di imprenditoria cinematografica che io ricordi. Purtroppo la nostra collaborazione è finita troppo presto. Impazzì per Johnny Stecchino. Lo andò a vedere e mi chiamò per dirmi che non aveva mai riso tanto. Un’altra passione che ci accomunava era quella per il programma Colpo grosso. Ho una grande stima per Silvio Berlusconi e sarei felice di poterlo incontrare di nuovo”.

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