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Spettacolo

Paolo Belli: “È dura stare a ‘Ballando con le Stelle’. Carlucci ottima insegnante. Così sono dimagrito…”

Paolo Belli su “Ballando con le Stelle” e non solo. L’intervista:

Paolo Belli ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di leggo.it. Il musicista e cantante si racconta toccando moltissimi temi. Eccone alcuni passaggi evidenziati da BreveNews.Com:

Paolo Belli è dimagrito tantissimo. Ai microfoni di leggo.it spiega qual è il segreto: «La bicicletta. Pedalo almeno due ore al giorno. Quando ho tempo anche dieci ore, del resto alla mia età mi rimane poco altro. Quando vado in bici penso, ripeto le battute che devo dire a teatro, mi vengono idee e dimagrisco». A proposito di bicicletta, i Ladri di Biciclette, il suo gruppo storico. «Volevo una band. E l’ho formata. Grazie alla Nazionale cantanti ho conosciuto Francesco Baccini. Un giorno venne a casa mia mentre stavo scrivendo Sotto questo sole e da lì è nato il brano. Lui è un istintivo come me».

Ma Paolo Belli non è solo un musicista, c’è anche Ballando con le Stelle. «Sono consapevole di essere uno fortunato. Da bambino sognavo di fare tutto quello che sto facendo. Sono consapevole pure del fatto che ce ne sono di persone in grado di farlo meglio. Però io me lo sono guadagnato e sono felicissimo. Sono partito da un paesino dove per noi la tv era un ologramma. Ho studiato tanto, non mi ha regalato niente nessuno, ho fatto tanta gavetta, mille mestieri, come il benzinaio, l’elettricista, e altri. Poi la sera cantavo. Dovevo mantenermi. Mi è servito. Oggi mi pagano per una cosa che farei anche gratis. Milly Carlucci? Sono a scuola. Milly è il miglior rettore che uno possa avere. Se stai attento in classe diventa tutto più facile. Se mi riguardo le prime edizioni di Ballando mi trovo ridicolo ma grazie a lei sono migliorato. Non è difficile seguirla, è impegnativo».

«Se Selvaggia Lucarelli mi dà il voto? Per fortuna in questo programma ci deve essere chi la suona e chi la balla. Selvaggia è una persona molto intelligente, ironica moltissimo. Io adoro le persone che mi fanno ridere e lei mi fa ridere. Se la prendi dal punto di vista sbagliato sei tu che non hai capito. Lei gioca. Alba Parietti? Ho sempre cercato di metterla a suo agio, perché il mio dovere, come mi ha fatto capire Milly, è quello di proteggere. Si è impegnata molto. Qui la gente viene e fa sei ore al giorno di sacrifici su una cosa che non le appartiene. E quindi è facile che alla prima critica le vada giù la saracinesca. Va giù a me che faccio il mio lavoro, pensa a chi non lo fa. Comunque, è dura stare qua dentro. Alla fine però tutti sono venuti ad abbracciarci e a ringraziarci perché cerchiamo di fare uscire sempre il meglio».

Paolo Belli gioca da tempo nella Nazionale cantanti. Su chi sia il più scarso, il musicista non ha dubbi: «Essendo il presidente dico… io. Il più raccomandato, quello che deve giocare a tutti i costi? Sempre io. Posso dire che è una squadra meravigliosa costruita da Mogol, cento milioni devoluti, e noi cantanti che siamo tutti egocentrici abbiamo perfino imparato a passarci la palla».

Paolo Belli racconta sugli esordi e sulle reazioni alle critiche, a volte pesanti. «Una volta al Gilda dove si suonava dal vivo, e io ho fatto lì i primi passi da musicista grazie a Renzo Arbore e con il povero Billy Bilancia. C’era uno del pubblico che mi disse cose bruttissime mentre cantavo. Ricordo che andai in camerino e cominciai a piangere: ma perché mi ha detto quelle cose? Potevano esserci mille motivi, ma io mi sono fatto una profonda autocritica fino a capire che quella sera non avevo suonato bene. Una settimana dopo lui era ancora lì e ha applaudito. Te ne dico un’altra ho avuto la fortuna di cantare tante volte al Concertone del Primo Maggio: 400mila persone che cantano con me e uno invece col dito alzato. Giuro che volevo fermarmi e chiedergli il motivo». Tipo gli odiatori sui social, insomma, ma «con la differenza che loro sono dietro a uno schermo, al concerto li vedi in faccia».

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