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Televisione

Maria De Filippi: “Mio figlio l’ho scelto, aveva 10 anni e non ho mai avuto paura”

Maria De Filippi racconta l’adozione del figlio Gabriele

Maria De Filippi è stata intervistata da Raffaella Carrà durante l’ultima puntata di A raccontare comincia tu. La conduttrice Mediaset ha raccontato della sua vita a tutto tondo, dal rapporto con Maurizio Costanzo all’adozione di Gabriele.

La De Filippi ha raccontato che “Maurizio aveva già due figli grandi. E io ho scelto Gabriele. È stata una cosa che volevo fare da tempo. Penso che sia una scelta e io l’ho fatta non perché non potessi fare altrimenti, ma perché lo volevo”. Durante l’intervista Maria ha parlato di come sia stato delicato il momento dell’adozione. “Aveva 10 anni e non ho mai avuto paura. La cosa fantastica di quando fai questa scelta è che hai un periodo di conoscenza. All’inizio quando arrivi sei piena di ‘boh, chissà’, ma la cosa bella è anche lui ti sceglie. Lui aveva già non scelto due volte, è un testone. Ci eravamo già visti due volte, poi è venuto a Natale a casa, è stato 10 giorni, in cui sei tu sotto esame. Fai fatica ad accettare di essere esaminata, perché non era più lui, ma l’assistente sociale a metterti in esame. Dopo dieci giorni, l’assistente sociale arriva per fargli delle domande e tu non puoi assistere, sei nell’altra stanza e friggi, perché tu non puoi avvisarlo prima”.

La De Filippi ha raccontato anche dell’attentato a cui è scampata per puro miracolo assieme al marito nel 1993. In quel periodo Costanzo affrontava spesso l’argomento durante il suo talk. “Eravamo io e lui e il cane a salire in macchina e non era la solita auto che era venuta a prenderci. Pensavo ci fosse il terremoto inizialmente o che fosse scoppiata una caldaia. Abbiamo percorso un paio di metri ed ecco lì il boato. Ci è caduta una trave di ferro nella macchina e ci ha sfiorati. Eravamo convinti fosse una caldaia o comunque un fatto diverso da quello che poi abbiamo scoperto. Solo dopo abbiamo saputo fosse stato un attentato. Io da lì in poi ho avuto un periodo di terrore. Lui per un periodo non parlò di mafia, ma brevemente. Avevo anche vietato a mio padre di salire in macchina con Maurizio e prendere sempre auto differenti”.

 

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