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Spettacolo

Giorgio Tirabassi: “Gigi Proietti la mia fortuna. Quella volta col carciofo ed Ettore Scola…”

Giorgio Tirabassi si racconta in un’ intervista rilasciata ai microfoni di ‘OFF’, l’inserto de ‘Il Giornale’.

Giorgio Tirabassi si racconta in un’ intervista rilasciata ai microfoni di ‘OFF’, l’inserto de ‘Il Giornale’.

L’ attore spiega come nasce il film ‘Il grande salto‘, di cui è interprete e regista, in uscita il 13 giugno. “Da tempo sentivo il bisogno di divertirmi a dirigere un film: una commedia, scritta da me insieme ad altri due sceneggiatori. Mi piaceva l’ idea di trasferire sul grande schermo alcuni dei personaggi che avevo già portato a teatro. Emozioni? Sono felice. Quando si crede in un progetto si è impazienti di mostrarlo agli altri e condividerlo con il pubblico. Grazie a Medusa e a Sunshine Production sarà possibile”.

Tirabassi racconta i suoi ricordi degli esordi professionali.
“Ho cominciato con una scuola di recitazione, dove ho appreso le prime nozioni legate a questo mestiere. Poi ho lavorato nei più svariati spettacoli: dall’ animazione per ragazzi alle rivisitazioni di Shakespeare, passando per il teatro d’ avanguardia. Poi la fortuna ha voluto di entrare nella compagnia di Gigi Proietti, dove sono rimasto per nove anni: è stato davvero un percorso di formazione altissima e completa, quella vissuta accanto a lui. É lì che ho capito che quella grande passione poteva trasformarsi in un mestiere. Certo, il nostro è un lavoro che dà poche sicurezze: ti abitui a convivere con una perenne sensazione di incertezza… Una pacca sulla spalla che ricordo in particolare? Da Giancarlo Giannini a Marcello Mastroianni, da Gigi Proietti a Nino Manfredi o Ettore Scola, ne ho ricevute tante di pacche sulla spalla, ma anche commenti o un semplice sorriso da parte loro. Gesti importanti che mi hanno profondamente inorgoglito”.

Giorgio Tirabassi si racconta, infine, rivelando alcuni retroscena legati agli anni di carriera.
“Durante le riprese del film La cena, Ettore Scola si è divertito a farmi dire quelle battute che gli venivano in mente lì sul momento: un complesso esercizio di improvvisazione che non dimenticherò e che ha divertito tutti,  stravolgendo il copione durante le riprese. Per esempio, Scola mi ha chiesto di far cadere un carciofo da una tavola, di raccoglierlo e di chiedere scusa ai due commensali. In quel ristorante mi stava guardando il cinema mondiale: c’ erano Fanny Ardant, Vittorio Gassman e Giancarlo Giannini. Ecco perché ero particolarmente teso!”.

Su Ricky Memphis e sulla vita privata lontano dal set e dal palcoscenico.
“Ricky non è solo un collega, ma anche un grande amico. Ogni volta che ci ritroviamo, dentro o fuori dal set, è sempre un motivo per far festa. Tra noi c’è grande stima e affetto reciproco. Amo la musica. Nel poco tempo libero che ho studio, suono la chitarra e leggo nuove sceneggiature”, conclude.

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