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Cronaca

Torino e ‘l’omertà’ su Ronaldo: tutti sanno ma nessuno parla. E la denuncia non viene notificata…

Torino e ‘l’omertà’ su Ronaldo: tutti sanno ma nessuno parla. E la denuncia non viene notificata…

Torino e ‘l’omertà’ su Ronaldo: tutti sanno ma nessuno parla. E la denuncia non viene notificata… Dalla Germania arriva la risposta sul perché il caso Mayorga-Cristiano Ronaldo cambia giurisdizione. Il motivo è riconducibile ad una serie di trappole burocratiche che impediscono all’avvocato della donna di notificare l’atto al portoghese. Ne parla Der Spiegel, che fu tra i primi a lanciare la notizia delle accuse di presunto stupro. Ebbene, il tabloid tedesco approfondisce sulla vicenda, ricostruendo tutto il percorso dal quale emerge un particolare piuttosto imbarazzante.

Ma andiamo per gradi. Negli Stati Uniti non esiste la figura dell’ufficiale giudiziario, quindi, a consegnare gli atti è l’avvocato della parte. Nel caso Mayorga-Cristiano Ronaldo, il legale della donna è Stovall che segue la procedura standard e spedisce l’atto di citazione all’avvocato di CR7 di Las Vegas. Ma è qui che cominciano i problemi. Si, perché quest’ultimo si rifiuta di riceverlo definendosi non autorizzato. Secondo la rivista ‘Oggi’ che fa un preciso resoconto.

A Stovall viene detto che Cristiano Ronaldo vuole appellarsi alla Convenzione dell’Aja sulle notifiche all’estero. Per cui, l’atto deve necessariamente essere trasmesso al domicilio torinese del portoghese. E a farlo deve essere un giudice italiano. Quindi, la Mayorga e il suo legale si rivolgono ad una società specializzata nella notifica di atti giudiziari. Questa, in cambio di un compenso, si accolla due missioni: scoprire l’indirizzo esatto di Torino dove risiede CR7 e inviargli, o consegnargli a mano, l’atto.

Secondo Stovall, inoltre, questa società avrebbe a sua volta subappaltato a due società italiane l’incarico di consegnare l’atto. Ma, stando a quanto si apprende sempre da Der Spiegel, la prima rifiuta perché ‘intimorita dalle guardie del corpo di Ronaldo e dalla loro reputazione’. La seconda chiede un compenso di 1.500 euro. Ma per procedere manca sempre l’informazione base: l’indirizzo di Cristiano Ronaldo.

Ora, qualunque paparazzo piemontese conosce esattamente quell’indirizzo, così come la società per cui l’attaccante gioca. La Mayorga si sarebbe anche rivolta alla Juventus, non ottenendo, però, la collaborazione che sperava. Si, perché il club torinese segue alla lettera il ‘protocollo’ e fa sapere che può al massimo impegnarsi a inoltrargli le carte.

Torino e ‘l’omertà’ su Ronaldo: tutti sanno ma nessuno parla. E la denuncia non viene notificata… In pratica, a Torino nessuno, tranne la Littizzetto, sembra conoscere l’indirizzo di Ronaldo. Questa sorta di ‘omertà’ rischiava così di portare il caso verso la decorrenza dei termini e, quindi, far saltare tutto. La scadenza per notificare l’atto è infatti di 120 giorni. Per questo motivo, il legale della Mayorga ha deciso di rivolgersi alla Corte Federale, a gennaio scorso.

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