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Rissa con Sgarbi, Mughini attacca Cruciani: “Lui uno psicopatico, tu come la tua trasmissione…”

Rissa con Sgarbi, Mughini attacca Cruciani attraverso una lettera pubblicata su dagospia.com

Rissa con Sgarbi, Mughini attacca Cruciani: “Lui uno psicopatico, tu come la tua trasmissione…”. Non accenna a placarsi la furiosa lite scoppiata tra lo scrittore de fede juventina e il critico d’ arte. L’ ultimo ‘round’ dello scontro va in scena su Dagospia, a cui Mughini ha inviato una lettera.

Tutto accaduto durante ‘Stasera Italia’. Il talk show di Rete 4 è stato scena di un violento scontro tra Vittorio Sgarbi e Giampiero Mughini. I due in un primo momento si insultano, poi arrivano anche alle mani. Il motivo? Un disaccordo sulla vicenda Salvini e sul caso dei fondi russi.

Una querelle che continua a lasciare strascichi dopo le varie ospitate in Radio ed in tv, dove i due danno la loro versione dei fatti. E proprio su l’ ospitata di Sgarbi a ‘La Zanzara’ di Cruciani, è il motivo della missiva mandata da Mughini.

Rissa con Sgarbi, Mughini attacca Cruciani. La lettera: “Caro Dago, permettimi di approfittare della tua smagliante vetrina per rivolgermi al mio amico Peppino Cruciani, il quale si è adontato di un giudizio negativo che avevo espresso sulla sua trasmissione radiofonica, e difatti ti ha mandato la trascrizione dei quindici minuti di conversazione che avevamo avuto in merito alla squallida rissa di cui i lettori di Dagospia sanno.

Peppino (al quale voglio bene da circa vent’anni) voleva dimostrarti e dimostrarmi che in quell’occasione lui il suo lavoro di comunicatore lo aveva fatto bene e lealmente. Prima aveva ascoltato i quindici minuti in cui lo psicopatico aveva eruttato insulti e contumelie nei confronti miei e di tutto ciò che mi riguarda, ivi compresi i miei libri, di cui non hai mai letto una pagina; poi aveva ascoltato i quindici minuti in cui io cercavo di sottrarmi al confronto, e a parte manifestare il mio disprezzo intellettuale per lo psicopatico.

Quando ho accettato il tuo invito a parlare alla tua trasmissione, non sapevo che prima di me ci sarebbe stato lui. Non lo sapevo affatto. Ti avevo mandato un sms in cui ti chiedevo che la nostra conversazione fosse stata la più “discreta” possibile, non avevo e non ho alcuna intenzione di continuare una rissa in cui sono stato trascinato per la collottola, non avevo alcuna intenzione di far di scherma con uno che non conosce l’arte del fioretto e bensì solo l’uso dell’ascia da macellaio.

Nella tua trasmissione tu ospiti volentieri i mostri dell’era contemporanea, gente che straparla, semianalfabeti che eruttano odio e scemenze, a un certo punto tu gli togli la parola e gli sbatti il telefono in faccia. A mio giudizio quei quindici minuti dello psicopatico non erano degni di essere offerti al tuo pubblico. E’ uno spartito musicale che lui suona abitualmente come in una condizione autistica, e che gli è costato nel tempo molti e molti denari.

Mi ha telefonato ieri il mio vecchio amico Luigi Covatta, al quale lo psicopatico ha pagato una volta 20 milioni. Ai magistrati che lui insultava ai tempi in cui era agli ordini e ai voleri di Silvio Berlusconi ha pagato centinaia e centinaia di milioni. Adesso lui dice che “mi paga Silvio Berlusconi” per dire bene dei magistrati. Vede il mondo attraverso i sui parametri. E’ quello che ha detto anche alla tua trasmissione. Mi permetto di ricordare al presidente Berlusconi che quei suoi assegni non mi sono ancora arrivati, non è che ha sbagliato Iban?

La mia idea è che in senso generale noi tutti che lavoriamo nella comunicazione dovremmo placarne i toni, misurare le parole e gli argomenti, sempre meno spaccare la mela in due con tutto il bene da una parte e tutto il bene dall’altra. Pressoché “ottantenne” per come sono e per come mi insulta lo psicopatico, ho un’esperienza di primissima mano di tutte le parole pronunciate su libri e giornali in questo ultimo mezzo secolo.

Il livello di tensione, di odio, di schiamazzo della nostra attuale vita pubblica mai è stato così alto. E i social e la televisione popolare fanno da cattivi maestri, ogni ora e ogni giorno scaraventano benzina sul fuoco. Purtroppo lo fa anche la tua trasmissione per come l’hai piegata in questi ultimissimi anni, molto diversa da quei tuoi fastosi inizi di campione del “politicamente scorretto”.

Voglio dire che acconsenti fin troppo agli schiamazzatori di essere la monnezza che sono. Tutto qui, caro Peppino. Per il resto rimani ovviamente l’amico affettuoso e talentuoso che ti ho sempre reputato. A presto rivederti”.

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