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Barbara Palombelli: “Salvini? C’è un mistero. Vorrei condurre un programma. Racconterò i segreti di Roma…”

Barbara Palombelli: “Salvini? C’è un mistero”. Lunga intervista alla conduttrice di Forum, pubblicata sulle pagine del quotidiano ‘Il Messaggero’

Barbara Palombelli: “Salvini? C’è un mistero. Vorrei condurre un programma. Racconterò i segreti di Roma…”. Lunga intervista alla conduttrice di Forum, pubblicata sulle pagine del quotidiano ‘Il Messaggero’.

Vive praticamente in tv: non è troppo?
«Non ho più una vita, ma va benissimo così. I figli ormai sono grandi, sono tutti fuori casa, e mio marito di sicuro è più contento… L’idea di lavorare tanto, a un’età in cui di solito si fa un passo indietro, mi piace molto. E poi è una tv utile, quella che faccio con Forum. Un giornalismo emotivo che piace perché affronta argomenti sempre importanti».

Non è proprio il suo, il giornalismo emotivo.
«No. Ma è quello che ci vuole per un programma così».

Nel suo recente libro Mai fermarsi si descrive come una donna ansiosa e perennemente preoccupata: cosa la spaventa di questa ripartenza?
«La sfida mattutina con Rai1: Eleonora Daniele con Storie italiane (sabato si è sposata, ndr) è alla guida di una corazzata. Per me è una sfida stimolante e impegnativa. Speriamo bene».

La nuova Rete 4 nata l’anno scorso è stata un mezzo flop: che aria tira quest’anno?
«Diciamo che la politica ha aiutato tanto e Rete 4 si è svegliata. Gli ascolti vanno e vengono ma Stasera Italia è un contenitore serio e versatile che si è ritagliato un suo spazio».

Farà tutta la stagione?
«Certo. Fino al 15 giugno».

Dai suoi osservatori che Italia vede?
«Un Paese in difficoltà, ma pur sempre meraviglioso. Non dimentico come si stava male in passato, quindi sono ottimista: questi forse sono i migliori anni della nostra vita e non ce ne rendiamo conto».

E politicamente?
«Sono d’accordo con il reddito di cittadinanza, per me è una questione di civiltà: bisogna sempre aiutare chi non ce la fa. Per fortuna sono settecentomila le persone che ne hanno bisogno e non cinque milioni, come si temeva. Io farei anche di più: niente rette per l’asilo e le mense delle elementari».

Che ne pensa del Conte bis?
«Non capisco perche Salvini ha ritirato la fiducia, quello che ho sentito finora non mi ha convinto. È un mistero. Spero che il nuovo governo non cambi i due provvedimenti su reddito di cittadinanza e freno all’immigrazione clandestina».

Funzionerà?
«Sì, è un Governo che non piace a nessuno, dai giornalisti alla gente, quindi… Per il resto mi auguro che il centrosinistra rifletta sugli errori compiuti in questi anni. Andare contro le passioni della gente, in nome del politicamente corretto, ha ucciso tutto. Fare finta che non c’era, e non c’è, la paura dell’altro, lo snobismo contro quelli che vanno al Papeete, schifare chi desidera cose semplici, è assurdo. L’atteggiamento del Pd, partito di chi vive solo nei centri storici, è ridicolo».

La prima cosa che farebbe se fosse al Governo?
«Varare un progetto europeo tipo Erasmus di servizio civile per gli immigrati: sei mesi di training per imparare la lingua, l’educazione, il rispetto. Insomma, usi e costumi. Chi ha diritto di stare qui da noi ha anche il dovere di conoscere come si vive e come funziona la convivenza civile in Italia».

Che ne pensa di Roma, oggi?
«L’altro giorno ero in piazza di Spagna e ho visto montagne di rifiuti. Incredibile: così sporca non l’ho mai vista. Sono per i poteri speciali, ormai è un’emergenza nazionale. Per risolvere la questione ci vorrebbe una specie di Rambo. E poi i corvi, i gabbiani, ma che roba è?».

Vede mai i programmi dei suoi colleghi, da Giovanni Floris a Myrta Merlino?
«Per carità… Mai. Non ho tempo. La sera, se sono ancora in piedi, mi guardo le serie tv».

Quali?
«Le mie preferite sono The Crown, Breaking Bad, Mad Men… e poi vedo il calcio».

Il suo libro potrebbe diventare una serie?
«No. Ma sto preparando un romanzo perfetto per esserlo».

Che storia ha in mente?
«Voglio raccontare i segreti di Roma, la città con due poteri come Stato e Vaticano e con tante cose che non si riescono a spiegare. Qui non c’è mai solo il bene e il male. Non si capisce mai quanto uno frequenti l’altro e viceversa. Parto dagli Anni Quaranta e arrivo ai giorni nostri».

La serie è già un progetto?
«Finisco di scrivere tutto, poi si vedrà. Cose da fare ce ne sono».

Il primo sfizio da togliersi?
«Condurre Striscia la notizia. Io e Francesco abbiamo preso così tanti tapiri che mi piacerebbe tanto passare dall’altra parte. Per una puntata. Capito Ricci?».

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