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Televisione

Salvo Sottile: “Quando Borsellino mi disse che era un morto che camminava…”

Salvo Sottile ospite a Vieni da Me

Salvo Sottile è stato ospite di Caterina Balivo a Vieni da Me ed ha parlato della sua carriera di giornalista e della sua famiglia. A partire dal padre, il giornalista Giuseppe Sottile spesso fuori per lavoro, tanto che Salvo, da bambino, odiava il suo lavoro. 

Il conduttore di Mi Manda Raitre, ha raccontato di essersi avvicinato al giornalismo proprio perchè da ragazzo voleva capire cosa appassionasse tanto il padre. “Io sono cresciuto un po’ odiando questo lavoro perchè mio padre era un cronista e quindi stava molto fuori casa. Poi mi sono incuriosito e avvicinato a questo mestiere per capire cosa lo portasse via da me”. Fino agli esordi con Enrico Mentana di cui rivela. “Mi incute terrore. Non riesco ad avere un rapporto tranquillo con lui.”

Sottile parla poi dei figli, Maya e Giuseppe ai quali è dedicato il suo nuovo libro Notte fonda, basato sul programma di successo di Rai3 Prima dell’alba che tornerà sul piccolo schermo dal 21 ottobre. “Ho dedicato il romanzo ai miei figli che sono le albe più belle e che io vivo di giorno perchè lavorando di notte ho il tempo di accompagnarli a scuola prima di andare in onda con la diretta di Mi manda Raitre”.

Il libro è una versione romanzata del suo programma. Il giornalista infatti spiega. “A differenza di quanto accade nel programma, divento protagonista in prima persona raccontando una storia che parte la notte e finisce all’alba”.

Sottile ha raccontato poi un aneddoto legato alla sua giovinezza a Palermo. “Ho cominciato a lavorare molto giovane. Giravo in vespa e vedevo Falcone e Borsellino che giravano da una parte all’altra della città. Poichè mi avevano detto che sarei diventato un giornalista se avessi raccontato una notizia importante, cominciai ad inseguirli e un giorno Borsellino mi incontrò e mi disse. ‘Inutile che ci insegui con il motorino, non possiamo dirti niente e ricordati che siamo due morti che camminano’. In quel momento capii il dramma di questi uomini ….ed un pò dopo, ho vissuto il dramma di un palermitano che vedeva la morte di due uomini che avevano dato tutto alla loro città”.

 

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