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Spettacolo

Giallini: “Sono rissoso, non ho paura nemmeno del diavolo. Donne? Acchiappo ma non mi fidanzo…”

Marco Giallini: “Sono rissoso, non ho paura nemmeno del diavolo”. L’attore romano si racconta nel corso del format “I Lunatici” su Rai Radio2

Marco Giallini: “Sono rissoso, non ho paura nemmeno del diavolo. Donne? Acchiappo ma non mi fidanzo…”. L’attore romano si racconta nel corso del format “I Lunatici” su Rai Radio2.

Marco Giallini e il rapporto con la notte.
“E’ stupendo. Vado a letto molto, molto, molto tardi. Qualche volta faccio chiarina, come diceva mio padre. Vuol dire che vado a dormire poco prima dell’ alba. Sono una sorta di vampiro. Le donne? Ho sempre acchiappato. Auguro agli altri di acchiappare quanto me. Dove stanno gli altri uomini? Sembra quasi che ci sto solo io. Non mi fidanzo perché gioco, scherzo, ma dopo mi rompo mi rompo i coglion*. Amo dipingere. Facevo i fumetti da ragazzino, disegno bene, mi sono sempre interessato di pittura. Vengo da una famiglia proletaria ma comunque acculturata”.

Marco Giallini sui giornalisti.
“Scrivono sempre le stesse cose, mi chiedono sempre le stesse cose. Per esempio su mia moglie morta, m’ hanno rotto er cazzo. Come se solo io avessi perso la moglie. Amo il turpiloquio, mi è sempre piaciuto litigare con tutti. Amo talmente la gente che mi piaceva litigarci: volevo trovare in loro qualcosa che non andava. Sono rissoso, non ho paura nemmeno del diavolo”.

Marco Giallini rissoso, il racconto prosegue.
“Sono stato sempre così, non ho paura di niente. Ho avuto sempre un po’ di casini intorno, eppure a ventotto anni avevo la terza media e adesso sono un dottore in lettere. Quando fai questo lavoro e ci metti un po’ ad arrivare, anche per tua non voglia di non scendere a compromessi, poi ti abitui a tutto. Ho fatto cinque sei provini in tutta la mia vita. Lo ritenevo umiliante. Certe volte non facevo nemmeno la fila, me ne andavo. Non ero molto attivo”.

L’attore racconta la sua prima grande occasione.
“Ero a Viale Mazzini, lavoravo come imbianchino in un appartamento, ricordo ancora i nomi di tutti i miei colleghi. Ho fatto l’ imbianchino per otto nove anni, non come quelli che vanno a fare i pizzaioli a New York, ma a casa hanno il papà con cento milioni di euro. Avevo i capelli e la barba lunga, andai a fare un provino. C’ erano anche Zingaretti e Scarpati. Mi presero, non ero ancora sposato con mia moglie, eravamo fidanzati”.

Marco Giallini racconta le sue prime esperienze.
“Mi presero ai magazzini criminali, poi iniziai a fare i classici a teatro, mentre studiavo di sera. Ho fatto le serali, per questo poi mi sono iscritto all’università. Volevo rompergli le chiappe a chi me lo faceva notare. Facevo con Mastandrea uno spettacolo a teatro, Marco Risi mi vide, cercava il marito della Bellucci per un film. Era il 1994. Mi prese per fare ‘L’ultimo capodanno’. E’ stata la mia prima grande occasione. Poi ho lavorato con Calligari, Verdone, Acab e Romanzo Criminale”.

Marco Giallini a lavoro.
“Sul set litigo ogni giorno, faccio una caciara continua. Però le troupe di tutta Italia mi amano, perché se c’è da fare si fa. E se serve qualcosa a qualcuno, io ci sono, sto lì, come quando facevo un altro lavoro. Per entrare da qualche parte da ragazzino dovevo fare a spinte, sono stato ai margini della città. Adesso si atteggiano tutti a ragazzi di strada, mi fanno ridere”.

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