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Spettacolo

Bonaccorti: “Non è la Rai? Avevo rifiutato, poi mi chiamò Berlusconi e…”. Il retroscena

Bonaccorti: “Non è la Rai? Avevo rifiutato, poi mi chiamò Berlusconi e…”. Il retroscena raccontato ai microfoni di ‘OFF’, l’inserto de ‘Il Giornale’

Bonaccorti: “Non è la Rai? Avevo rifiutato, poi mi chiamò Berlusconi e…”. Il retroscena raccontato in una intervista rilasciata ai microfoni del collega Tommaso Martinelli per ‘OFF’, l’inserto de ‘Il Giornale’.

Questo ritorno alla conduzione ha per te il sapore della rivincita, del riscatto?
“No, è semplicemente una sfida meravigliosa, un grandissimo dono, a maggior ragione alla mia età”.

Come ti sei preparata per affrontare una trasmissione così emotivamente impegnativa?
“Ho chiesto aiuto a una mia amica psicologa che mi ha sottolineato l’importante funzione di servizio che può svolgere ‘Ho qualcosa da dirti’. Quando si ha un problema, infatti, il primo passo è riconoscerlo, ammetterlo, ma il successivo è parlarne, tirare fuori quello che si ha dentro. Io soffro, se così si può dire, di empatia esagerata, mi immedesimo fino al midollo nelle storie degli altri, e tutti questi incontri mi coinvolgono tantissimo. Ho qualcosa da dirti mi permette di entrare nel profondo di molteplici vite, ognuna delle quali avrebbe la dignità per diventare un romanzo”.

Che bilancio fai della tua di vita?
“Questa estate ho festeggiato cinquant’anni di carriera, a breve compirò settant’anni e mi rendo conto che ho sempre vissuto lavorando, tranne quei tre anni in cui mi sono allontanata dalla mia professione. La vita, insomma, è entrata nei pochi e angusti spiragli che il lavoro le ha lasciato a disposizione. Forse per questo ho avuto più successi nel lavoro che nella vita privata?”.

Un episodio OFF della tua lunga e fortunata carriera?
“I miei più grandi successi televisivi sono partiti da due no che ho pronunciato io stessa. Mi riferisco a Non è la Rai e prima ancora a Pronto chi gioca?. Non volevo fare nessuno dei due”.

Perché?
“Nel caso di Pronto chi gioca? nessuno voleva assumersi la responsabilità della fascia tv precedentemente occupata da Raffaella Carrà. Per darvi un’idea di quale fosse il mio stato d’animo, confesso che la sera prima del debutto ero a casa sul divano, allungavo la gamba immaginando di essere alla fermata dell’autobus e pensavo: “Se l’autobus mi colpisce la gamba non muoio, ma mi faccio male e domani posso non presentarmi in studio” (ride, ndr)”.

Che cosa ti ha convinto poi a dire sì a Non è la Rai?
“Pensai alla possibilità di tornare a lavorare con Gianni Boncompagni nella fascia del mezzogiorno. Mi chiamò poi Silvio Berlusconi in persona per convincermi. Mi disse che non potevo andar via proprio ora che era arrivata la diretta sui suoi canali e che avrei fatto da traino al suo Tg. In più, aggiungo onestamente, mi fece un’offerta economica che era davvero difficile rifiutare”.

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