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Eni Aluko lascia la Juventus: “Torino razzista, io trattata come Pablo Escobar”

Eni Aluko lascia la Juventus a causa del razzismo. La stella del Calcio femminile si sfoga con una lunga lettera pubblicata sul Guardian

Eni Aluko lascia la Juventus: “Torino razzista, io trattata come Pablo Escobar”. La stella delle Women bianconere ha deciso da qualche giorno di tornare in Inghilterra dal prossimo 1 dicembre. La calciatrice si sfoga con una lettera pubblicata sul Guardian, giornale del quale da qualche tempo è editorialista. E ancora per una volta c’è di mezzo, purtroppo, anche il razzismo.

Eni Aluko lascia la Juventus

LA DENUNCIA. “A volte Torino sembra un paio di decenni indietro rispetto all’apertura verso diversi tipi di persone. Mi sono stancata di entrare nei negozi e avere la sensazione che il titolare si aspetti che rubi qualcosa. Può capitarti tante volte di arrivare all’ aeroporto di Torino ed essere trattata come Pablo Escobar per via dei cani anti-droga intorno a te. Non ho mai avuto problemi di razzismo dai tifosi della Juve né in campionato, ma c’ è un problema nel calcio italiano e in Italia. La risposta che viene data mi preoccupa: dai presidenti ai tifosi del calcio maschile che lo vedono come parte della cultura del tifo”.

Eni ha ringraziato le compagne e i membri dello staff della Juventus, ma ha anche aggiunto: “Lasciare dopo 18 mesi non è stata una decisione facile, ma ho dovuto riflettere sul fatto che fuori dal campo gli ultimi sei mesi sono stati difficili. Mi piace viaggiare, vedere le città nei miei gironi liberi, sono molto curiosa: mi piacciono eventi, musei, negozi e la varietà che se ne trova a Torino non è abbastanza come a me piacerebbe. La Juve e il campionato devono però fare molti cambi per raggiungere il top europeo. Passare dal dilettantismo al professionismo sarebbe un grande passo avanti. Le grandi calciatrici vogliono un ambiente dove evolversi ed eccellere. Il vecchio detto dice ‘Se non è rotto non aggiustarlo’, ma non credo che questo sia il miglior approccio nel calcio”, conclude.

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