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Spettacolo

Mario Lavezzi: “Loredana Bertè? La conquistai con una canzone. Poi 3 anni di massacro dopo idillio”

Mario Lavezzi Loredana Bertè, il cantautore rivela alcuni retroscena sulla sua vita privata e professionale ai microfoni de ‘Il Corriere della Sera’

Mario Lavezzi: “Loredana Bertè? La conquistai con una canzone. Poi 3 anni di massacro dopo idillio”. Il cantautore rivela alcuni retroscena sulla sua vita privata e professionale in una lunga intervista rilasciata ai microfoni de ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

L’incontro con Loredana Bertè.
«Con Alberto Radius e Mogol creammo un locale, nella cantina di un ristorante in viale Fulvio Testi. Incrociavamo la cultura alternativa milanese, i creativi, i ragazzi del Derby. Una sera entrò Loredana con Marcella Bella, che conoscevo già. Colpo di fulmine. In men che non si dica, ci fidanzammo. Loredana aveva appena inciso Sei bellissima. Ed era davvero bellissima. La rividi qualche giorno dopo. Piangeva. L’avevano silurata al Disco per l’estate. La censura non ammetteva quel testo: “A letto mi dicevi sempre… “».

Come la conquistò?
«Facendole ascoltare una canzone, Forse domani. Sintetizzai così: Ma quando arriva sto’ domani / ti voglio adesso e non domani. Doveva partire il giorno dopo per un servizio fotografico in Marocco. Era un vulcano. Seguirono due anni di idillio e tre di massacro. Ci lasciavamo di continuo. Mai abbiamo vissuto sotto lo stesso tetto. Il crac fu naturale. In termini professionali invece sono rimasti una sintonia e un affetto che durano tuttora. L’album Bandabertè è stato il nostro prodotto migliore. Pensi che…».

Che cosa?
«Era il 1983. Loredana tornava da Ponza e mi confidò: ho incontrato una mia amica, se la conoscessi la sposeresti subito. Passa qualche anno, arrivo al Nephenta con la top model Isa Stoppi e lei mi fa notare una ragazza in compagnia di amici. Mi presento. Dal 1988 è mia moglie, Mimosa. Il colmo: era la ragazza che m’aveva indicato Loredana».

Mario Lavezzi: “Loredana Bertè? La conquistai con una canzone. Poi 3 anni di massacro dopo idillio”

La collaborazione con Dalla?
«Insieme a Mogol, che era innamorato di un’amica di mia moglie, scrissi Angeli sporchi. L’avevo inviata a molti amici. Non funzionava. Faceva: Cara, in te ci credo … Lucio dimostrò subito interesse. Ma, obiettò, così io e Morandi non possiamo cantarla. Diventò: Vita, in te ci credo… Il tocco del genio».

L’amicizia con Ornella Vanoni?
«Iniziammo a collaborare nel 1991. Un’amica comune, Anna Maria Bernardini de Pace, mi disse: “Mario, vedo Ornella un po’ giù, non hai una bella canzone da proporle?”. Le consegnai Insieme a te. Da allora ci sentiamo quasi tutti i giorni. Ci scambiamo le chiavi di casa e i consigli per la salute. E io adoro la sua cagnetta, Ondina».

Mario, si dia un obiettivo.
«Aiutare i giovani musicisti che cercano con fatica un’occasione».

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