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Chiara Maci: “L’Italia a Morsi? Partiamo dalla Sicilia. Mangio tanto ma ho una 44. Il segreto è uno”

Chiara Maci e L’Italia a Morsi la blogger, cuoca e conduttrice televisiva parla del suo nuovo programma, e non solo, ai microfoni di Vanity Fair

Chiara Maci: “L’Italia a Morsi? Partiamo dalla Sicilia. Mangio tanto ma ho una 44. Il segreto è uno”. La blogger, cuoca e conduttrice televisiva parla della nuova edizione del suo programma, e non solo, in una intervista rilasciata ai microfoni della rivista ‘Vanity Fair’.

Com’è cambiata L’Italia a Morsi?
«La struttura di questa seconda edizione è la stessa dello scorso anno, solo con qualche piccolo accorgimento. È cambiata la regia e, quest’anno, c’è un’attenzione maggiore al cibo, all’estetica della tavola, alla bellezza di alcuni scorci italiani. Poi, abbiamo aggiunto le isole».

Dove avete girato?
«Siamo andati in Sicilia, per quattro puntate. Abbiamo visitato Palermo, che aprirà la nuova stagione, Siracusa, Modica. Siamo riusciti a raccontare il cibo legandolo alla storia del posto».

In che modo?
«A Tivoli, ad esempio, abbiamo cucinato una ricetta vecchia di duemila anni. Non ricordo il nome. È un pesto di olive, profumato con le spezie. Dentro, c’è il cumino, c’è il coriandolo. È una ricetta facilmente replicabile, eppure credo che pochi possano dire di conoscerla. A Palermo, allo stesso modo, abbiamo scovato un piccolo monastero. Una cosa che neanche Filippo (La Mantia, ndr) conosceva. L’ho raccontato persino a sua madre».

Di cosa si tratta?
«Si chiama Chiostro di Santa Caterina, è in centro, vicino ai Quattro Canti. Lo hanno aperto ragazze giovani per recuperare le ricette di dolci delle monache di un tempo. Fanno dei cannoli così buoni che non sto neanche a dire quanti ne abbiamo mangiati, io e la troupe. E poi fanno questi dolcetti antichi che nessuno conosce più. Credo sia questo il bello de L’Italia a Morsi, scoprire ricette mai sentite».

Cos’ha scoperto lei?
«I ghiozzi».

Sarebbero?
«Pasta: piccoli tonnarelli corti che si mangiano con il ragù di salsiccia. È strano, sa. Lavorando in questo mondo da tanti anni credevo di sapere tutto. Invece, girando per l’Italia, mi sono emozionata e stupita. A Tivoli, ho mangiato un lesso ripassato nel sugo che sembrava spezzatino. Gliel’avrei fatto assaggiare per capire quant’è buono».

Mangia davvero tanto come dice durante le riprese?
«Così tanto che devo ricordarmi di chiedere alla costumista di trovarmi dei pantaloni con l’elastico. La mattina, potrei mettermi un bel vestito stretto, ma la sera la pancia è così gonfia che ho bisogno di un po’ di comodità».

E non sta mai male?
«Io riesco a girare L’Italia a Morsi perché sono abituata a mangiare tanto. Ho un metabolismo veloce, credo sia perché l’ho abituato a mangiare così. In casa mia, si mangia tanto. A pranzo, tre portate. A cena, tre portate. Qui non è tanto quello che mangio, ma quando lo mangio. Mi capita di girare gli aperitivi alle 10 del mattino e di cenare alle 17. La sera sono così piena che dovrei saltare il pasto, ma poi prevale la mia natura golosa».

E mangia di nuovo.
«Sì. Chi non mi conosce si stupisce di quanto io mangi. Filippo si stupisce. A lui basta un piatto per essere sazio. Io, al ristorante, devo ordinare antipasto, primo, secondo e, magari, dolce. Le persone sono destabilizzate da tutto questo (ride, ndr)».

Chiara Maci: “L’Italia a Morsi? Partiamo dalla Sicilia”

E nell’epoca del terrorismo alimentare e dei carboidrati che fanno ingrassare, guardarla è quasi terapeutico.
«Ma sa che, in fin dei conti, io credo che oggi siano gli uomini ad avere pantomime sulla dieta. Ho un sacco di amiche che mangiano più dei loro fidanzati. Filippo, quando viene a casa mia, a Bologna o in campagna, è terrorizzato: lo sa che non può reggere i nostri ritmi, ma è in imbarazzo a dire basta ai miei genitori».

Che rapporto ha con il suo corpo?
«Mi reputo fortunata. Io, oggi, sono una 44, ma sono stata più grossa. Prima di Bianca, non avevo un bellissimo rapporto con il mio corpo, mi vedevo tonda e avrei voluto vedermi diversa, ma non sono mai riuscita a fare una dieta né tantomeno ad essere sportiva».

Quand’è cambiato tutto questo?
«Quando sono rimasta incinta di Bianca. Con la gravidanza, ho iniziato ad amare follemente il mio corpo: l’ho visto cambiare e dopo la gravidanza ho perso più chili di quanti ne avessi presi. E ho iniziato a vedermi migliore. Credo che l’essere diventata mamma mi abbia migliorato in tutto. Oggi, sono una che si piace, nella misura in cui si accetta. E, comunque, se dovessi scegliere tra il mangiare e l’essere magra, sceglierei il mangiare. Sempre».

Non è certo grassa, però.
«Sono fortunata, anche se, diciamolo, su Instagram siamo tutti più belli, dall’alto siamo tutti più magri. Oggi, guardo le mie rughe, la mia pancia meno elastica e tonica, e mi piace. Mettere al mondo due bambini mi ha portato la serenità. Con Bianca, mi vedevo più bella: i miei capelli erano più belli, la mia pelle era più bella. Con Andrea, tutto è cambiato (ride, ndr). Resta, però, che aveva ragione mia mamma».

In cosa?
«Sin da bambina, mi ha ripetuto che una donna inizia a vivere a quarant’anni, perché a quarant’anni ha consapevolezza di tutto: dell’amore, dei figli, di se stessa. Io ne ho appena fatti 36e sono molto felice, non so se tornerei indietro. Ho molti meno dubbi di un tempo».

Il progetto di un terzo figlio esiste?
«Esiste il mio desiderio. Io mi sento mamma al 100% e lo vorrei un altro bambino. Poi, quando penso alla vita che facciamo io e Filippo, penso che due bambini bastino e avanzino».

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