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Ambiente

Le Città più inquinate d’Italia: polveriera Lombardia, seguono Venezia e Alessandria. Il report di Legambiente

Quali sono le Città più inquinate d’Italia? La Lombardia è una polveriera, di seguito i dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente

Le Città più inquinate d’Italia sono Brescia, Lodi, Monza, Venezia e Alessandria. È quanto emerge dai dati diffusi dall’ Agenzia Europea per l’ ambiente, secondo cui, sono oltre 400mila le morti premature all’ anno per inquinamento atmosferico.

L’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60mila nel solo 2015. Secondo il rapporto annuale Mal’Aria di città realizzato da Legambiente, nel 2018 in ben 55 capoluoghi di provincia sono stati superati i limiti giornalieri previsti dalla legge italiana (in base alle direttive europee) per le polveri sottili o per l’ ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l’ ozono), rapporto ripreso da ‘Il Corriere della Sera’.

In 24 dei 55 capoluoghi il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’ anno. Ecco le città in cima alla classifica di Mal’Aria.

Città più inquinate d’Italia: il report di Legambiente

BRESCIA.
La città che nel 2018 ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge è Brescia con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono). A registrare i limiti oltre la soglia è stata la centralina del Villaggio sereno. Ha giocato un ruolo (negativo) di primo piano il traffico automobilistico. “Brescia – ha spiegato Andrea Minutolo dell’ufficio scientifico di Legambiente – risente anche dell’inquinamento dovuto al traffico autostradale oltre che urbano”, e in questo la vicinanza con Milano ha certamente un ruolo di primaria importanza.

LODI.
È la Lombardia la regione con più città che spiccano negativamente in classifica. Non è un caso che Lodi sia la seconda città «più inquinata d’Italia» secondo il rapporto Mal’Aria del 2019. Nello specifico, sono 149 i giorni di sforamento (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono). Studiando la graduatoria stilata dal rapporto di Legambiente, si evince come l’intero bacino padano sia sotto la morsa dello smog. Ogni anno le città di questo bacino riportano ripetuti sforamenti di anno in anno. Anche Lodi, spiegano da Legambiente, nonostante non sia una metropoli, oltre all’inquinamento dovuto al traffico urbano subisce lo smog di fondo che attanaglia la pianura padana.

MONZA.
Ancora Lombardia al terzo posto della classifica. La città in questione è Monza. Una città relativamente piccola che, anche in questo caso, risente della cappa di smog diffuso in tutta l’area. «Non sempre – ha spiegato Minutolo – le colpe dell’aria malata delle città ricadono esclusivamente sulla città stessa, spesso la città risente di quello che succede su scala regionale».

VENEZIA.
Venezia occupa il quarto posto. Strano, potrebbe pensare qualcuno, visto che si trova sul mare e solitamente il mare comporta una maggior ventilazione che disperde l’inquinamento. In realtà, a pesare in negativo su questa posizione in graduatoria è Mestre, snodo urbano e industriale molto importante e molto battuto.

ALESSANDRIA.
Alessandria, come spiegato da Legambiente, sfora i limiti di smog soprattutto perché si trova non solo nel cuore della pianura padana, che risente di una scarsa ventilazione, ma anche nel cuore delle attività agricole e zootecniche che contribuiscono significativamente alla formazione dello smog.

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