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Spettacolo

Gessica Notaro: “Con Junior Cally in comune la maschera: lui per show e violenza, io invece…”

Gessica Notaro contro Junior Cally, intervento durissimo quello nell’incontro con i cronisti a Sanremo dopo essersi esibita sul palco

Gessica Notaro: “Con Junior Cally in comune la maschera: lui per show e violenza, io invece…”. Intervento durissimo nel corso dell’incontro con i cronisti a Sanremo dopo l’esibizione sul palco dell’Ariston nella prima serata del Festival. Al termine dell’incontro, Notaro ha mostrato due foto, la maschera che Cally usa durante le sue esibizioni e quella che lei stessa è costretta a utilizzare per nascondere le ferite provocate dall’acido lanciatole sul viso due anni fa dall’ex fidanzato Edson Tavares. Una vicenda drammatica che la donna, cantante modella e ballerina, ha affrontato con coraggio e determinazione fino a diventare un simbolo di forza e reattività contro la violenza sulle donne.

“Io e Junior Cally una cosa in comune l’abbiamo: la maschera. Lui per idolatrare la violenza e fare show, io per difendermi dalla violenza subita. Non è che non abbia voluto prendere posizione di fronte alla questione Junior Cally – ha detto Notaro rispondendo alle domande dei cronisti – non abbiamo voluto alimentare la polemica solo perché abbiamo pensato che portare un messaggio di speranza bastasse”.

Il messaggio, già contenuto nella sua presenza a Sanremo, è stato amplificato dall’esibizione di ieri sera all’Ariston. La giovane ha cantato La faccia e il cuore, una canzone scritta da Antonio Maggio, con lei sul palco, e Ermal Meta e ispirata alla sua storia. Un’esibizione che ha confermato il suo talento canoro e la sua volontà di riscatto dalla violenza subìta.

Gessica Notaro, la vicenda giudiziaria

Quanto alla vicenda giudiziaria, è fissata al 10 marzo in Cassazione l’udienza per Tavares. Il trentaduenne di origine capoverdiana, ora in carcere, è stato condannato dalla Corte di appello a 15 anni, cinque mesi e 20 giorni per l’aggressione del 10 gennaio 2017 e per lo stalking. I giudici di secondo grado hanno definito in sentenza l’agguato con l’acido, ai danni di Notaro, la “plastica rappresentazione di una meditata, ferma volontà di punire per sempre la vittima privandola non solo della sua speciale bellezza, ma della sua stessa identità, così da cancellarla agli occhi di chiunque, non potendola ‘possedere’ egli stesso”.

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