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Mara Venier e gli ex: “Arbore geloso, Calà diverso e quel no a De Sica. Uno solo l’amore vero”

Mara Venier e gli ex, la conduttrice parla delle sue relazioni passate, e no solo, in una intervista rilasciata ai microfoni di ‘OGGI’

Mara Venier e gli ex: “Arbore geloso, Calà diverso e quel no a De Sica. Uno solo l’amore vero”. La conduttrice parla delle sue relazioni passate, e no solo, in una intervista rilasciata ai microfoni di ‘OGGI’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Il 9 febbraio hanno smesso di telefonarle alla radio.
«Ho voluto impelagarmi in una diretta quotidiana, e proprio mentre davo gli ultimi ritocchi alla collezione del prossimo autunno-inverno (Mara è stilista e testimonial del marchio Luisa Viola, ndr). Mi riempio di cose da fare, e le tengo tutte nella mia capoccia: non ho né segretarie, né assistenti. Mio marito Nicola (Carraro, ndr) me lo dice sempre: “Ma chi te lo fa fare?”».

Chi glielo fa fare?
«Il non saper dire di no. L’affetto della gente. Un pizzico di follia».

Però suo marito ha ragione: lei ha appena avuto un malore durante Domenica In.
«Colpa dello stress: in studio c’era confusione, mi è venuta l’ansia ed è scattata la tachicardia. Il medico mi ha detto: “Vada in camerino e si sdrai”. Ma c’era la diretta, non potevo abbandonare il pubblico».

Era tesa per Sanremo?
«Ne ho vissute tante, non mi spaventa niente. Certo, se avessi dovuto condurlo, sarei preoccupata».

Il soprannome “Zia Mara” non la rende più agée di quel che è?
«È nato ai tempi della mia prima Domenica In: il pubblico era tutto di ragazzi, mi venne naturale farmi chiamare così. Però quando incontro dei 70enni che mi chiamano “zia”, mi arrabbio: “Zia Mara un cavolo: sei più vecchio de me!”».

Nel 2020 farà cifra tonda.
«70 anni, come Sanremo».

Compirà 20 anni anche la serata in cui ha incontrato Nicola.
«E sa una cosa? Lui mi risposerebbe tutti i giorni. Me lo dice ogni mattina – “Bagigia, risposiamoci” – e io gli rispondo: “Perché non ce separamo, invece?”. Però, se mi fa una proposta con tutti i crismi, accetto. Con una condizione: che il matrimonio si celebri ai Caraibi, a Santo Domingo, sulla spiaggia e con gli amici più cari. Una cosa intima, un po’ hippy».

Si ricorda della cena in cui l’ha conosciuto?
«Più che una cena, era un casting: Nicola tornava a Roma dai Caraibi, e un’amica (Melania Rizzoli, ndr) aveva organizzato una serata con sei signore che se lo volevano accalappiare. Io stavo con un giornalista e quindi, a rigore, non avrei dovuto partecipare».

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Però partecipò.
«Quella mattina avevo le prove con Massimo Lopez per Fantastica Italiana. Ed ero molto agitata: tra me e me sentivo che l’incontro con questo Nicola mi avrebbe cambiato la vita».

Non l’aveva mai incrociato, questo Nicola?
«No, ma me ne parlavano da anni come di un figo pazzesco: “Vive a Los Angeles, ha casa ai Caraibi, è un produttore geniale”. Allora io mollo le prove, corro a casa, mi metto un tubino nero attillato, mi trucco… Tutte cose non da me».

E magari arrivò pure puntuale…
«Alle otto meno un quarto – in anticipo sull’orario e sulle “pretendenti” ufficiali – piombo al ristorante George’s. Stava dietro via Veneto, ora l’hanno chiuso. Mi bevo una “coppettina” di champagne, alle otto in punto si apre una porta ed entra Nicola».

Un’apparizione.
«Lo guardo e tra me e me mi dico: “Ma che cavolo so’ stata agitata tutto il giorno! Questo è un cumenda milanese, che c’entra con me, che sono una pesciarola?”. La tavola era rotonda, ce l’avevo di fronte, “accerchiato” da queste signore».

Avrete parlato tutta la sera.
«No, c’era un vaso di fiori che ci impallava. Però percepisco il suo charme. E annoto mentalmente che abbiamo ordinato gli stessi piatti: funghi trifolati e tagliata con i funghi. Poi, a un certo punto, lui mi dice: “Io la conosco”. E io gli rispondo: “Beh, te credo, sono la signora delle domenica”».

E lui?
«Lui mi fulmina: “No, no: la conosco perché so che lei fa un’ottima pasta e fagioli”. Sa chi gliel’aveva detto?».

No.
«Il mio ex marito Jerry Calà. Una quindicina di anni prima, Nicola gli aveva prodotto un film e aveva affittato per gli attori e la troupe la villa di Mastroianni sulla Appia. Nella sauna, Jerry gli disse: “Sono innamoratissimo, ho incontrato una donna meravigliosa, si chiama Mara Venier e fa una pasta e fagioli meravigliosa”».

È così buona, la sua pasta e fagioli?
«Certo, la faccio alla venexiana. Dopo la cena, Nicola ha cominciato a chiamarmi».

E le altre sei pretendenti?
«Le altre sei spazzate via, non sono mai esistite. Però non è stato un colpo di fulmine».

Mara Venier e gli ex: “Uno solo l’amore vero, Nicola”

Il primo bacio, se non sono indiscreto, quando è arrivato?
«Sempre a una cena, un mese dopo. C’erano Paolo Villaggio e altri amici. Eravamo da Quinzi & Gabrieli ( famoso ristorante di pesce, ndr), io avevo bevuto un po’ di questo sauvignon – il La Foa – che mi piace molto. Era già nata una simpatia, ma lui, che è molto gentleman, non aveva fatto nulla».

Allora ci ha pensato lei.
«Sì. Mi sono alzata e ho annunciato a tutti: “Vado in bagno”. Poi, all’ultimo, prima della toilette ho fatto uno scarto, sono andata da Nicola e gli ho stampato un lungo bacio sulla bocca».

E lui?
«Era letteralmente sconvolto».

Sul suo profilo Instagram, per descriversi, Carraro si definisce ex editore, ex produttore e… “fan accanito di Mara Venier”.
«È l’amore della mia vita. L’ho incontrato al momento giusto, dieci anni prima lui non si sarebbe mai preso una matta come me. È l’unico, fra i miei uomini, che mi ha accettato per come sono. Che non ha voluto cambiarmi».

Gli altri in cosa volevano cambiarla?
«Renzo (Arbore, ndr) non ha mai digerito la mia esuberanza, ha sempre cercato di imbrigliarmi. Era gelosissimo: bastava una fotografia in cui abbracciavo innocentemente un amico per mandarlo in bestia».

E Jerry Calà?
«Jerry mi ha fatto subito sentire il senso della famiglia. Anche per una ragione geografica: lui è di Verona, io di Venezia. Le nostre mamme hanno legato subito, facevamo le vacanze tutti insieme. Ma è stato un amore diverso, giovanile. Nicola mi ha dato equilibrio, serenità, solidità. È sempre al mio fianco. Se sbaglio mi rimprovera, mi fa riflettere».

Con i suoi ex è in ottimi rapporti.
«Perché ho scelto sempre con il cuore, quindi ho scelto bene. Jerry è un fratello, il primo che chiamo se ho un problema. Con Renzo ci abbiamo messo di più a ricarburare: lui resisteva. Mi aiuta il fatto che Nicola non abbia gelosie retroattive. E neppure “attuali”: magari fosse più geloso!».

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Diceva che Arbore ha resistito ai tentativi di rappacificazione.
«Poi è venuto più volte da me a Domenica In e abbiamo riannodato il nostro filo. Nicola mi sprona sempre: “Invitalo a cena!”, ma Renzo non vuole. Ci sentiamo spessissimo, mi dà consigli. Ci abbiamo messo molto tempo, a ritrovarci: più grande è l’amore, più lunga è la convalescenza. Anche se…».

Anche se?
«Io dopo un mese ero già pronta. Lui mi ha evitato per anni. Ci siamo voluti un bene profondo, e ci siamo lasciati stupidamente, senza dirci perché. Sono vent’anni che gli dico: “Andiamo a mangiarci una pizza, così ci spieghiamo perché ci siamo lasciati”. Sarebbe bellissimo».

Lui cosa le risponde?
«Mi dice: “No, sei una donna sposata e con te la pizza non la mangio”. Si può (ride, ndr)?».

Da ragazza ebbe l’ardire di rifiutare Strehler.
«Dovevo fare Gasperina, la protagonista del Campiello. Ma mio figlio Paolo aveva sei mesi, era ancora nell’incubatrice: mi tiravo il latte e glielo portavo. Quanti insulti mi gridò Strehler!».

Anche Vittorio De Sica incassò un suo “no”.
«Ero appena arrivata a Roma, mi voleva per Il Giardino dei Finzi Contini: dovevo fare la protagonista, Micol. Feci un provino con Fabio Testi, poi mi tirai indietro perché c’erano troppe scene di nudo, mi vergognavo. E sì che poco dopo girai Diario di un italiano, dove mostravo il seno».

Ma è vero che si trovava brutta, da ragazza?
«Sì. Ero magrissima e non avevo le tette. A Venezia mi chiamavano tegoina, fagiolina. Poi, a 17 anni, ebbi Elisabetta (Ferracini, la primogenita, ndr) e mi sono cresciute queste cose qui. Tutta natura, eh».

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