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Troppi pranzi in quarantena, l’allarme dell’esperto: “A rischio il sistema più esposto in questa epidemia”

Troppi pranzi in quarantena, l’allarme di Nicolantonio D’Orazio, direttore Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Università di Chieti – Pescara

Troppi pranzi in quarantena, l’allarme dell’esperto: “A rischio il sistema più esposto in questa epidemia”. A lanciare l’appello è l’ordinario di Nutrizione Umana e Clinica, direttore Scuola di Specializzazione in Scienza dell’ Alimentazione dell’Università “G. d’Annunzio” Chieti – Pescara, Nicolantonio D’Orazio.

La situazione di quarantena spinge infatti alla sedentarietà, soprattutto se condotta senza regole sane. Da qui il rischio per l’efficienza del nostro sistema immunitario, proprio il più esposto in questa epidemia. Inoltre, come sottolinea D’Orazio, c’è “una scarsità o assenza di Linee Guida in ambito nutrizionale per la popolazione”.

L’esperto mette quindi in guardia sui rischi di sviluppare vere e proprie patologie. Da qui il consiglio di dare la massima attenzione a un sano equilibrio sia a tavola sia negli stili di vita quotidiani soprattutto in questo periodo. Ma, dice D’Orazio tranquillizzando tutti i palati, questo non sia letto come un “‘decreto’ nutrizionale di privazioni e divieti”, solo qualche attenzione in più può aiutare.

“Soggiorni prolungati a casa – spiega l’esperto – possono aumentare comportamenti che portano all’inattività fisica e a squilibri alimentari e nutrizionali. Questi contribuiscono alla crescita di stati ansiosi e depressivi, che a loro volta possono creare uno stile di vita sedentario noto nel provocare una serie di condizioni patologiche croniche”.

Ulteriori squilibri alimentari, di oggi, potrebbero poi tradursi, sottolinea D’Orazio, “in un ulteriore aumento ponderale (sovrappeso fino all’obesità), dislipidemie, diabete, ipertensione, osteoporosi e sindromi ansiose-depressive”. Intanto dai dati Ismea emerge che nel carrello della spesa degli italiani gli acquisti per le patatine sono aumentati del 31,3% in un mese rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con un’impennata anche per le birre (+13,8%), i dolci spalmabili (+57,7%) e la pizza surgelata (+54,3%).

La nutrizione, dice D’Orazio rinnovando l’invito a seguire le norme base, “deve essere molto semplice non elaborata con cibi possibilmente freschi e variare moltissimo gli alimenti, con un consumo per le persone della terza età che sono costrette a casa, di consumare pasti piccoli e frequenti, che potrebbe valere anche per l’intera famiglia. Le verdure a foglia verde possibilmente condite con il limone, si trovano in questi giorni la bietola che contiene un adeguato apporto di sodio, potassio magnesio oltre che vitamina A e β e α-carotene, luteina (zeaxantina) e C e vitamina K, carciofi, carote cavolfiore, fiori di zucca, indivia, scarola, lattuga, lollo, radicchio, zucca e zucchine, sedano, agretti o barba di frate.

La frutta, continua l’esperto, va scelta sempre fresca “visto l’approvvigionamento che vi è in Italia, e che in questi giorni devo dire è superlativo, come fragole, kiwi, pomelo e arance, meloni, mele, pere. Tutti utilissimi per il contenuto in vitamine A, C e micronutrienti come zinco, selenio, rame e ferro”. Non deve poi mancare la scelta delle carni mentre, afferma, la stagione invita anche al maggior consumo di pesci per controbilanciare il minor apporto calorico (circa il 20% di lipidi inferiore alla carne). E mai dimenticare un po’ di movimento fisico anche in casa. Lo riporta Ansa.

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