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Televisione

Susanna Messaggio rivela: “Enzo Tortora scelse me per un motivo preciso. Su Bongiorno e Vianello…”

Susanna Messaggio su Enzo Tortora e non solo, la showgirl si racconta

Susanna Messaggio: “Enzo Tortora scelse me per un motivo preciso. Su Bongiorno e Vianello…”. La showgirl si racconta parlando delle sue esperienze professionali in una intervista rilasciata ai microfoni di ‘OFF’, l’inserto de ‘Il Giornale’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Susanna, attualmente ti occupi soprattutto di comunicazione, anche se non hai mai abbandonato il mondo dello spettacolo…
“Ho sempre pensato che lo spettacolo fosse una parte della mia vita. Ma non la mia vita. Non a caso, oggi, è come se ci fosse una porzione che corrisponde alla vita vera e una che mi piace definire “fiction”, in cui è racchiuso lo spettacolo. Una porzione, quest’ultima, senza schemi e senza meritocrazia, che comprende una serie di fortune che possono capitare nella vita”.

Ti consideri fortunata?
“Sì, perché per quanto riguarda lo spettacolo, credo di essere stata in grado di sviluppare un lavoro molto ben pagato, che comporta una fatica ben diversa. Più che essere preparati, è fondamentale trovarsi nel posto giusto al momento giusto. E avere amicizie altrettanto giuste”.

La tua carriera comincia con un episodio Off…
“All’inizio degli anni ‘80 mi ero recata in RAI per una traduzione. Avevo con me una tesina in tedesco intitolata Il casting. In ascensore incontrai per puro caso Anna Tortora, la sorella del grande Enzo, che mi chiese di seguirla. Mi presentò a suo fratello, che era lì a fare i casting per il suo Portobello. Appena mi vide, Tortora esclamò: “E’ perfetta”. Ricordo ancora che mi ritrovai lì, tranquilla con la mia gonnellina a pieghe e i miei calzettoni, circondata da tante bellissime donne per lo più straniere. Ma Enzo scelse me, per rispondere al telefono del mitico Centralone, perché cercava una ragazza della porta accanto”.

Tu, però, eri lì per una traduzione…
“Infatti, spiegai loro il malinteso. Poi, però, quando mi dissero che a Portobello avrei guadagnato 200mila lire a puntata, ci pensai seriamente. D’altra parte, per le traduzioni, all’epoca, mi pagavano solo 70 lire a cartella. Restava solo da convincere mio padre, che non voleva lavorassi nello spettacolo. Ma quando lo chiamò Enzo Tortora in persona, cambiò idea e volle accompagnarmi in trasmissione, così potè guardare anche le prove delle ballerine alle prese con frequenti spaccate!”.

Nel corso della tua carriera hai lavorato con i più grandi della TV…
“Sono stata fortunata, perché ho sempre incontrato persone che mi hanno rispettata, trattandomi come una figlia. Oltre a Tortora, mi vengono subito in mente Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. Erano tempi meravigliosi…”.

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